La bugia di Conte a proposito di uno ''stanco'' Draghi

Un sondaggio per verificare la disponibilità dell'ex presidente della Bce a un incarico europeo probabilmente ci sarà anche stato, ma dire che Draghi si è tirato indietro "perché stanco" fa sorridere: la discussione che ha portato alla scelta di Ursula Von Der Leyen si svolse negli ultimi mesi del governo gialloverde, e mai un candidato italiano, neppure Draghi, sarebbe stato accettato da Francia e Germania. E il primo a saperlo era lo stesso Draghi. (...) A detta della quasi totalità degli esperti delle cose del Palazzo, di elezioni non se ne parla come minimo sino all’elezione del successore di Mattarella (gennaio 2022). Ma che questo governo abbia la forza per arrivarci non è scontato. Sono 18 mesi da riempire di contenuti anche politici (Pd e 5 Stelle devono decidere se far diventare il loro fidanzamento governativo un matrimonio politico). Ma se qualcosa dovesse andare storto, allora davvero l’ombra di Mario Draghi potrebbe concretizzarsi dalle parti di Palazzo Chigi. Le considerazioni di Anselmo Del Duca su Il Sussidiario.

Le paure di Conte, lasciare Palazzo Chigi a Mario Draghi

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Conte in versione Prima Repubblica

Il banchiere è diventato una sorta di spettro per l’inquilino di palazzo Chigi, che ovviamente vede come fumo negli occhi qualsiasi ipotesi di governo di unità nazionale o formule di questo tipo. E quindi, appena avuta l’opportunità, alla prima uscita dopo un lungo silenzio estivo, Conte utilizza un metodo da “Prima Repubblica” per allontanare l’ipotesi Draghi dai palazzi romani: lodi pubbliche, tanto miele e riconoscimento di uno standing superiore alle beghe da cortile della politica italiana. “Quando si invoca Draghi penso lo si tiri per la giacchetta. Il commento di Gianni Del Vecchio su Huffington Post.

Conte teme Draghi

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Il voto politico slitterà al 2022

A settembre c’è di mezzo il referendum costituzionale che, per far contento Di Maio, pure Matteo aveva sponsorizzato. Doveva tenersi il 29 marzo scorso, causa Covid è slittato al 21 settembre insieme con le Regionali. Vuol dire che, fino a quel giorno, non sapremo da quanti membri verrebbe composto il futuro Parlamento. (...) Una volta timbrato il taglio di deputati e senatori, sarà necessario tarare la legge elettorale sulla base dei nuovi numeri.Il commento di Ugo Magri su Huffington Post.

Le elezioni politiche non prima del 2022

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