Italia Viva mette paura a Conte e M5S

Il senatore di Firenze sa bene che da anni la sua persona attrae un fiume di critiche. La più ripetuta, e “sentita” da coloro che non ne hanno condiviso né la linea politica, né l’assalto al cielo del potere romano e del partito, è di essere un uomo che ha tradito ogni ideale della sinistra, guidato solo dal proprio opportunismo e dalla propria sete di potere. Critiche che sono state riproposte tutte insieme in queste ore per criticare la scissione. Ma viste le condizioni del presente quadro politico, questa indignazione ha molto poco filo da filare. Si è appena insediato un Governo fra due ex nemici che improvvisamente hanno scoperto che che ne valeva la pena, anzi era un atto di eroismo pubblico abiurare alle proprie posizioni precedenti per formare insieme una coalizione - nientemeno! Nessuna formula intermedia presa in considerazione, nessun appoggio esterno o Governo tecnico! Direttamente un matrimonio. (...) Renzi non pone direttamente un pericolo numerico per la stabilità, ma occupa di nuovo lo spazio pubblico: quello dei media, delle polemiche, dei social, insomma di quella agorà permanente che è oggi il vero spazio della politica. Non a caso quello che ha occupato e continua ad occupare Salvini, di cui vuole diventare, come ha detto subito, l’unico antagonista. Il vero pericolo che Renzi costituisce per il Governo, insomma, non è quello di farlo cadere, ma di metterlo in ombra. Ed è già accaduto.

 

. Le considerazioni di Lucia Annunziata su Huffington Post.

Renzi abbandona la Ditta

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Juncker, confessa: nel 2011 l'Ue ha sbagliato tutto

Racconta Pier Luigi Bersani, l'ex segretario del Pd: «Ricordo ancora la direzione in cui posi i dirigenti del partito di fronte all'opzione governo Monti o elezioni. Mi trovai di fronte un fuoco di sbarramento di sei interventi di esponenti di primo piano che consideravano Monti una scelta obbligata. Poi c'era Napolitano... Da quel momento, tutte le settimane, per un anno, sono stato sottoposto ad un'esame di montismo. E anche se avevo qualche dubbio sull'efficacia della politica del loden, dovevo accettare l'impostazione di chi, per far dimenticare il proprio passato comunista, pensa sempre che abbiano ragioni gli altri. La verità è che in molti si ubriacarono di retorica europeista. Trasformarono un'idea buona, l'Europa unita, in un'ideologia...». Il commento di Augusto Minzolini su il Giornale.

Coming out di Bersani, Napolitano ci impose di accettare diktat Ue

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La sconfitta del Pd è la sconfitta di Renzi

La vera sconfitta del Pd di Renzi, però, è drammaticamente politica, è nello stesso progetto elaborato per dare al partito un volto nuovo: cancellare l’antica eredità di una sinistra polverosa e attingere ai voti del bacino moderato allora presidiato da Berlusconi & C. Così non è andata, anzi l’esito è addirittura rovesciato con tanti consensi del Pd passati nel carniere dei Cinque Stelle. E proprio nelle ex regioni rosse. Il commento di Bruno Manfellotto sul Messaggero Veneto.

Il Pd ha perso le elezioni, gli errori di Renzi

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