I servizi segreti in soccorso di Conte

Tenersi stretti i servizi segreti! Palese il progetto di Conte: presentarsi al voto, quando sarà, a capo di un movimento che eroda consensi dal partito democratico ai Cinquestelle, ben piazzato al centro dello spettro politico e innervato da un personale già collocato nei gangli decisionali del paese. Costruirsi un partito grazie al controllo dei servizi segreti? Non è una novità, ha dei precedenti. Ma solo nei paesi autoritari. Vedremo se Zingaretti e Renzi riusciranno a fermare questo pericoloso progetto. Il commento di Carlo Panella su Linkiesta.

Il regalo di Giuseppe Conte agli italiani

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Terzo polo offresi. E il leader?

Giorgetti dice: o spostiamo La Lega verso un centro liberale, popolare e europeista, o saremo annientati. Ha ragione nell’intuire che la strada si fa sempre più stretta. Ha ragione nel vedere vana la forsennata e ormai incerta corsa del suo leader, Matteo Salvini, verso un consenso plebiscitario che surroghi la mancanza di una credibile direzione di marcia. (...) Zingaretti e Di Maio dicono, con accenti diversi ma con la stessa ipocrisia che con la mano destra accelera e con la sinistra frena: o imbocchiamo il riformismo o il governo non va avanti. Anche loro hanno ragione. Il commento di Alessandro Barbano su Huffington Post.

In Italia il centro c'è, manca i leader

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Post elezioni, la politica del rinvio di Pd e M5S

Ricordate la bubbola «faremo subito una nuova legge elettorale per correggere le distorsioni del Sì»? La ricordate, no? Bene, è confermato: era una bubbola. Una presa in giro. Nicola Zingaretti, Goffredo Bettini, e “giù per li rami”, tutti i fautori del Sì per tutto settembre si erano sbracciati per una inutile approvazione di un testo base almeno alla Camera come fosse una prova d’amore, ecco il nostro correttivo alle distorsioni che verranno prodotte dal taglio dei parlamentari. (...) Siamo entrati cioè in una fase per certo aspetti mai vista nella quale i partiti non sanno chi sono e cosa vogliono fare. L'incertezza sul futuro dei "piccoli" determina a cascata anche un certo brancolamento del Partito democratico, che deve ora rifare i conti a proposito di un alleato tramortito (il Movimento, e lasciamo stare Liberi e uguali che non è mai nato) e avendo di fronte un avversario molto forte ma che potrebbe mutar pelle. Il commento di Mario Lavia su Linkiesta.

Il Pd di Zingaretti e la sua politica del rinvio

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