I partiti subiscono la leadership di Mario Draghi

I partiti a un bivio. Un cartello elettorale, un altro è la scelta di una precisa linea politica. E Mario Draghi e Paola Taverna sono come il giorno e la notte (...)Senza demonizzazioni: ma se così fosse – e i segni ci sono tutti, a partire dalla inquietante figura di un uomo come Conte che si è alleato prima con Salvini e poi con Zingaretti senza battere ciglio – non si vede come il destino di un partito come il Partito democratico possa essere l’abbraccio con un Movimento cinque stelle seppure in doppiopetto e con la pochette. Il commento di Mario Lavia su Linkiesta.

Con Draghi a Palazzo Chigi, partiti nel caos più totale

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Il M5S è antidemocratico, la distanza di Letta da Conte

In due soli minuti – precisiamo a beneficio dei tanti analisti che faticano a elaborare il lutto per l’improvvisa scomparsa del TrisConte – Letta ci ha detto dunque due cose: la prima è che il nuovo centrosinistra di cui parla lui, diversamente da quello di cui parlavano fino a ieri Nicola Zingaretti, Andrea Orlando e gli altri volenterosi complici del populismo, non comprende il Movimento Cinquestelle (con esplicito riferimento all’articolo 49 della Costituzione, secondo cui i partiti devono essere democratici, non associati). Il commento di Christian Rocca su Linkiesta.

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Letta: asse con Draghi e fine della subalternità ai grillini

Tocca a Letta rimettere in acqua una nave ridotta a una zattera e farle riprendere il mare della politica in un momento delicatissimo della vita nazionale. Se lo lasciano fare – come crediamo, perché chi ha la forza adesso di mettergli i bastoni fra le ruote – e se lui saprà ridare un senso a questa storia, le cose gli andranno bene. E la novità di un Partito democratico che fa politica provando a scrollarsi di dosso la subalternità a un M5S di nuovo pretenzioso sarebbe un fattore di stabilità e dinamismo insieme. Le due cose che servono a un’Italia che sta per tornare in zona rossa. Un Partito democratico che dopo tante traversie si connetterebbe allo spirito del tempo. Il commento di Mario Lavia su Linkiesta.

Il Pd a guida Letta non sarà più subalterno al M5S

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