Il neonato governo Conte 2 già in crisi?

Il governo dura fino all’elezione del Presidente della Repubblica. Non importa quanto pasticciata e conflittuale appaia la sua navigazione. Gli osservatori ogni giorno dicono: «Sta per cadere, cade, cadrà prestissimo» ma il governo, come un bravo equilibrista sul filo che collega due grattacieli, continua per la sua strada. Magari aiutato da un’eventuale vittoria del Pd nelle elezioni regionali dell’Emilia-Romagna del gennaio prossimo. Aiutato anche dal fatto che la riforma che ha ridotto i parlamentari è un potente «stabilizzatore» della legislatura: le elezioni, quando ci saranno, manderanno a casa tanti deputati e senatori. Molti, comprensibilmente, vogliono rinviare quel momento. Inoltre, è necessaria una nuova legge elettorale ma, siccome varata la legge, sarebbe difficile non andare subito a elezioni, allora si farà di tutto per «allungare il brodo», per ritardare l’intervento sul metodo di voto. Gli scenari disegnati dal prof. Angelo Panebianco sul Corriere della Sera.

Governo Conte 2, il prossimo ostacolo la riforma della legge elettorale

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La legge di bilancio di un governo debole

Ormai sembra chiaro. La prossima legge di bilancio sarà il solito vestito di Arlecchino: tante pezze, cucite fra loro in modo frettoloso. Il piatto forte è la sterilizzazione dell’Iva, il resto sarà un mix di varie misure, ancora da definire (riduzione del cuneo, salario minimo, disincentivi all’evasione, assegno unico per i figli e altre ancora). Data la scelta di non toccare né quota cento né il reddito di cittadinanza, le risorse sono scarse. Se le cose non cambieranno durante l’iter parlamentare, le promesse di «svolta» del governo Conte 2 rischieranno un’amara smentita. Le considerazioni di Maurizio Ferrera sul Corriere della Sera.

Manovra economica, gli errori di Palazzo Chigi

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Le riforme necessarie per salvare l'Europa

  • Pubblicato in Esteri

L’introduzione dell’euro ha favorito soprattutto la Germania, che - riformato il mercato del lavoro, si è avvantaggiata sia verso i Paesi non-euro, grazie a una moneta non eccessivamente forte, sia verso quei Paesi dell’Eurozona (Francia e Italia), che usavano le svalutazioni per riguadagnare competitività. Inoltre la recente crisi economica e finanziaria ha colpito soprattutto i Paesi del Sud Europa, privi di strumenti di politica monetaria e con poche leve di politica fiscale. E l’Europa non ha saputo risondere con rapidità ed efficacia a questa crisi per mancanza di strumenti adeguati. Le considerazioni di Vincenzo Galasso su Il Sole 24 Ore.

I pregi ma anche i difetti dell'Unione Europea

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