Abbiamo un governo-tentenna

Il presidente del Consiglio rischia di fare la fine di Massimo D’Alema che giusto vent’anni or sono era capo del governo e cercava la famosa legittimazione popolare che non aveva avuto, avendo fregato la sedia a Romano Prodi con bell’astuzia, e decise di avere alle Regionali il bagno di consensi che ne avrebbe assicurato imperituro potere: ma invece ne ricavò un “bagno” politico, nel senso che, perdendo un po’ di regioni, dovette lasciare Palazzo Chigi per non tornarvi mai più. Il commento di Mario Lavia su Linkiesta.

Conte, Pd e M5S in surplace, il governo si ricordi di D'Alema 20 anni fa

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Il dramma del Pd, ha assimilato il linguaggio del M5S

(Il Pd a guida Nicola Zingaretti in un vicolo cieco, ndr) È una sindrome di Stoccolma spiegabile con il terrore che senza i Cinquestelle si perderanno le regionali in 4 regioni su 6 e si smarrirà del tutto lo stesso governo Conte, ultima ciambella di salvataggio prima di un temibile naufragio sulla costa del Papeete, dove ad agosto tornerà un Salvini in modalità elettorale, che poi è l’unica che gli si attaglia. Ma forse la questione è più seria ancora. E riguarda l’assimilazione di un linguaggio, di un canone interpretativo della realtà, di una tecnica di manipolazione del consenso che dalla bocca di un anziano comico ha sparso le goccioline della malapolitica infettando l’organismo del Partito democratico, come un Covid populista che non si può, o non si vuole, debellare e che per questo torna di continuo. Il commento di Mario Lavia su LInkiesta.

Quel pasticciaccio di Palazzo Chigi

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