Recovery Fund, un'occasione d'oro e irripetibile per il Belpaese

Tra i 66 prodotti delle filiere potenzialmente legate al Recovery Fund in cui siamo primi al mondo per surplus commerciale con l’estero vi sono in particolare le piastrelle ceramiche (4,5 miliardi di dollari di attivo), varie tipologie di tubi di acciaio (per circa 3,4 miliardi), gli scambiatori di calore (770 milioni), alcune tipologie di pompe per liquidi (684 milioni), vari tipi di barre di acciaio (per circa 1 miliardo), le macchine per la produzione del freddo (599 milioni), le macchine per agglomerare cemento, ceramiche, etc. (568 milioni). Siamo secondi al mondo in 118 prodotti, tra cui spiccano i nostri posizionamenti nella rubinetteria e nel valvolame (4,4 miliardi), nelle parti di mobili (2,1 miliardi), in alcune tipologie di conduttori elettrici (1,6 miliardi), nei lavori di alluminio (1,4 miliardi), nei banconi frigoriferi per usi commerciali (933 milioni). Siamo terzi in 133 prodotti, in particolare nei mobili in legno e nei divani imbottiti (per oltre 3,2 miliardi), nei mobili per cucine (938 milioni), nelle parti di pompe per aria e cappe aspiranti (843 milioni), negli ascensori e montacarichi (556 milioni), nei lampadari e altri apparecchi per illuminazione da soffitto (523 milioni). Il commento di Marco Fortis su Huffington Post.

Il Recovery Fund, un appuntamento storico da non dilapidare per l'Italia

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Flat tax e condoni, le illusioni di Palazzo Chigi

Parecchie delle risposte che la Lega non sa dare alle esigenze del nord erano paradossalmente arrivate con le politiche economiche dei tanto criticati governi a guida Pd. Al contrario, in quattordici mesi di governo condiviso con il M5s la Lega ha assistito passivamente all’azzeramento della crescita del pil, degli investimenti e dell’occupazione anche nel nord Italia. E ha visto aumentare, anziché ridursi, la pressione fiscale. (...) Con le politiche economiche – per ora molto confuse – della Lega, con una ipotetica disastrosa minaccia di uscire dall'euro e anche soltanto con la continua pretesa velleitaria di piegare la Unione europea e l'Eurozona ad un sovranismo casereccio si alimentano invece le incertezze che scoraggiano le imprese e gli investimenti, nel nord e in tutta Italia.Il comento del prof. Marco Fortis su Il Foglio.

Le bugie che condannano la Lega di Salvini

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