Chi comanda nel Palazzo? Grillo, Casaleggio o Conte?

«Confido nell’autorevolezza, intuito e volontà unitaria di Grillo», ha detto la settimana scorsa al Fatto quotidiano Goffredo Bettini, autorevole esponente del Partito democratico e tra i principali teorici dell’alleanza giallorossa, a proposito dei rischi che lo scontro interno al Movimento cinque stelle provochi una crisi di governo. «Casaleggio contro Grillo», titolavano ieri tutti i giornali, commentando l’intervista a Fanpage di Davide Casaleggio, favorevole alla consultazione degli iscritti chiesta da Alessandro Di Battista e brutalmente stoppata dal comico due settimane fa. Il commento di Francesco Cundari su Linkiesta.

Il governo italiano nelle mani di un comico, bisogna ridere o piangere?

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Rivolta tra i grillini sulle nomine: "Non riconfermiamo Descalzi"

Doveva vincere l'ala governativa dei Cinque Stelle e perdere le donne, che nemmeno questa volta otterrebbero niente più che posti da presidente, quelli spesso definiti i suonatori di campanello. La trattativa andava avanti sottotraccia da settimane, la formalizzazione delle nomine nelle grandi aziende pubbliche va fatta entro lunedì – ultimo giorno utile in vista dell'assemblea di Eni – e i giochi sarebbero fatti. L'emergenza coronavirus aveva derubricato la faccenda a problema minore. Eppure sul filo del traguardo il dossier ha preso una piega delicatissima per i Cinque Stelle: Alessandro Di Battista e un folto gruppo di dissidenti vuol far saltare il compromesso con il Pd e un nuovo mandato per Claudio Descalzi ad amministratore delegato di Eni.
Lo schema discusso a lungo nei palazzi prevede infatti che il Movimento digerisca la conferma in blocco dei quattro amministratori delegati di Eni, Enel, Leonardo e Poste, ovvero Descalzi, Francesco Starace, Alessandro Profumo e Matteo Del Fante. Il compromesso più difficile era appunto quello sul gruppo petrolifero: il numero uno è sotto il tiro per alcune indagini e in particolare quella della Procura di Milano che l'accusa di conflitto di interessi a proposito di una società fornitrice di Eni in Congo riconducibile alla moglie. Se la lista circolata in queste ore venisse confermata, la vendetta del Movimento sarebbe comunque amara: presidente diventerebbe Lucia Calvosa, professore di diritto Commerciale a Pisa, già membro del consiglio di amministrazione di Tim e del Fatto Quotidiano, il giornale che ha fatto una campagna contro Descalzi. Accuse rilanciate ieri sera in un lungo post sulla pagina Facebook di Alessandro Di Battista e - in calce - la firma più di venti fra ex ministri (Barbara Lezzi e Giulia Grillo), parlamentari ed europarlamentari (fra gli altri Maria Edera Spadoni, Massimo Bugani, Ignazio Corrao, Michele Giarrusso, l'espulso Gianluigi Paragone). Raccontano nel Movimento che in queste ore Di Battista chiami i deputati uno ad uno per chiedere di allungare la lista del dissenso. Un modo abile per far apparire qualunque no come il sì ad un ignobile compromesso. Non è detto che il blitz riesca, ma è la conferma che ormai dentro ai Cinque Stelle non c'è più un vertice riconosciuto. Il gruppo dei dissidenti è lo stesso che ha firmato il documento contro il compromesso sul fondo Salva-Stati di Giuseppe Conte. A Palazzo Chigi ieri il nervosismo era palpabile.
Oggi a comandare nel M5S sono coloro i quali ricoprono cariche di governo: su tutti il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e il sottosegretario alla presidenza Riccardo Fraccaro. E' lui ad esempio lo sponsor del presidente designato di Enel Michele Crisostomo, già avvocato a Clifford Chance, anch'egli in passato lambito da una indagine per ostacolo alla vigilanza come consulente esterno del Monte dei Paschi. A proposito della disastrata banca senese: presidente sarà Patrizia Grieco, voluta nella scorsa tornata di nomine da Matteo Renzi ad Enel e amministratore Guido Bastianini, già numero uno di un'altra banca disastrata, Carige.
A conti fatti – se si escludono le riconferme – i Cinque Stelle otterrebbero due presidenze e due posti pesanti da amministratore delegato: Stefano Donnarumma (vicino a Fraccaro, dall'azienda dell'acqua di Roma Acea a Terna) e Paolo Simioni da Atac a Enav. Nella guerra delle poltrone soccombe a Terna Luigi Ferraris, uno dei più stimati fra quelli in uscita: per lui potrebbe esserci la poltrona di Donnarumma ad Acea. Per compensare invece il filotto degli uomini nelle cariche operative, al posto dell'attuale numero uno dei servizi segreti Luciano Carta (indicato per la presidenza di Leonardo) potrebbe essere nominata Elisabetta Belloni, attuale segretaria generale della Farnesina. Sempre che il blitz di Di Battista non faccia saltare tutti gli equilibri.

Augusto Barbera e Ilario Lombardo – La Stampa – 19 aprile 2020

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“Vado al mare, sono una parlamentare”

Sara Cunial, l'ex grillina multata sulla strada per Ostia. Dopo la sanzione la deputata Cunial non torna indietro. Ora potrebbe scattare la denuncia penale. «Sono una parlamentare e nell’esercizio delle mie funzioni sto andando al mare». Una delle prime multate a Roma, a un posto di blocco anti scampagnata della polizia municipale è stata lei, Sara Cunial, deputata eletta col Movimento 5 Stelle poi espulsa, e ora nelle fila del gruppo misto. Pizzicata sulla sua macchina, da sola, all’inizio della via del Mare, una delle arterie che collega la capitale al suo litorale, l’onorevole ha tentato di convincere la pattuglia di servizio che il giorno di Pasquetta stesse andando al mare per lavoro. Specificando la commissione di cui fa parte, la XIII, Agricoltura — e prima ancora l’VIII Ambiente, territorio e lavori pubblici. Agli agenti della polizia locale è comunque sembrata una scusa, anche alla luce del fatto che ieri il Parlamento era chiuso. E così nei suoi confronti è scattata la sanzione da 248 euro prevista dal decreto. In prima battuta pare avesse detto di voler raggiungere il mare, poi si è subito corretta spiegando di doverlo fare per motivi istituzionali, essendo parlamentare in carica. Ora la sua pratica è passata al Comando generale dove sarà deciso se oltre alla sanzione economica la Curial sarà denunciata, visto che, malgrado la sanzione, ha tirato dritto per la sua strada, compilando l’autocertificazione, raggiungendo quindi il litorale invece di fare dietrofront e tornare a casa. Eletta nel 2018 col Movimento 5 Stelle la deputata quarantenne, una delle più convinte no vax, fu espulsa una prima volta a pochi mesi dalla sua vittoria in Parlamento per un post pubblicato sul suo profilo Facebook in cui paragonava le vaccinazioni a un «genocidio gratuito». Perdonata dai probiviri, fu di nuovo e definitivamente cacciata il 17 aprile dello scorso anno quando intervenendo sulla questione della xylella e degli ulivi pugliesi, definì la linea del M5S «uno scempio in nome e per conto delle agromafie». Da allora passò al gruppo misto ma a quanto pare non si occupa nello specifico della questione coste laziali che in questo particolare momento storico, non è una priorità del Paese, né un’emergenza tale da dover eseguire sopralluoghi nel giorno di Pasquetta. In termini di originalità l’onorevole di Bassano del Grappa è stata superata, a Roma, solo da uno sportivo che, pensando di eludere i controlli via terra, è entrato in un parco, a Colle Preneste, lanciandosi con un paracadute. Anche per lui è scattata ovviamente la sanzione, anche se, una volta beccato almeno non ha usato scuse professionali.

Federica Angeli - la Repubblica – 14 aprile 2020

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