Governo M5S-Lega, buio pesto sulle prospettive

Il Governo del Cambiamento ha fatto passare i suoi primi cento giorni impegnando gli italiani in giochini estivi. Il primo riguarda l’auspicato tramonto dell’euro, cioè di una valuta che per ora pare godere di buona salute, a giudicare dall’accoglienza che le è stata riservata nei suoi primi quasi vent’anni di vita dai mercati finanziari. Molto popolare sui “social” e nel mondo politico Lega-M5s anche l’idea che l’Italia dovesse rompere o rivoltare come calzini regole europee che per essere modificate richiedono il consenso di tutti i paesi. E poi c’è stato il cosiddetto “decreto Dignità”, Il commento del prof. Francesco Daveri sul sito lavoce.info

Non sempre il bel giorno si vede dal mcattino

Leggi tutto...

L'annuncio di un autunno caldo

Al di là della mitologia del “contratto” comincia, infatti, a farsi sentire il peso dei differenti bacini elettorali geografici e sociali di M5S e Lega. Le due componenti populiste possono trovare un comune terreno nell’occupazione del potere, ma questa prospettiva riguarda esclusivamente il ceto politico, non i ceti sociali che le hanno votate. Lo si vedrà meglio quando questa lunga estate calda finirà, e con essa si ridimensionerà anche la fiammata del consenso. Allora, leghisti e pentastellati dovranno scegliere, in presenza anche di possibili turbolenze dei mercati e fibrillazioni sullo spread, a chi redistribuire le scarse risorse disponibili. E non sarà certo un passaggio indolore. Il commento di Renzo Guolo sul Messaggero Veneto.

Di Maio e Salvini sbatteranno il muso contro la realtà dei numeri

Leggi tutto...

Di Maio-Salvini, chi dei due a Palazzo Chigi?

Luigi Di Maio ha preteso subito Palazzo Chigi per sé, e non solo per la giusta ambizione del vincitore (il suo movimento ha preso più voti di tutti gli altri), ma perché solo così, cioè mostrando la preda più ambìta, avrebbe potuto zittire i molti dissensi interni, tacitare i Di Battista e dimostrare a Grillo & Casaleggio che la svolta istituzionale ha pagato, che la scommessa è stata vinta. (...) Da parte sua Salvini ha dovuto cedere su molti punti del programma e ammorbidire le punte più acuminate del suo vangelo; sa poi di essersi legato a un movimento che, a dispetto del nome, non ha stelle fisse e, come la cronaca recente dimostra (unioni civili, legge elettorale), è pronto a smentire qualsiasi accordo Il commento di Gianfranco Pasquino sul Messaggero Veneto.

Una copia di fatto all'assalto di Palazzo Chigi 

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS