Conte in Senato, caos nel governo

Non si era mai visto un presidente del Consiglio parlare, in un’Aula del Parlamento, di fronte ai banchi vuoti del partito di maggioranza relativa che lo ha espresso. E, con l’eccezione di Fraccaro che non poteva non esserci per ragioni regolamentari, parlare da solo tra i banchi del governo, senza altri ministri del Movimento. Una protesta confusa, imbarazzata, mal gestita, verso Salvini - così è stato spiegato in modo balbettante - che si è trasformata in un clamoroso boomerang. Rivelandosi per quel che è: la fotografia di un governo che non c’è più. E di una crisi politica di fatto che precipita, per la prima volta, in un’Aula del Parlamento. Il commento di Alessandro De Angelis su Huffington Post. 

M5S ko, la figuraccia in Parlamento, Conte contro tutti

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Con la Von der Leyen cambierà l'Europa?

  • Pubblicato in Esteri

Il nuovo presidente della Commissione, che ha preso il posto  di Jean Claude Juncker, non avrà vita facile dovendo fare ora i conti con una pazza maggioranza europeista che alla sua prima prova di forza ha dimostrato di non essere in grado di governare con fermezza i pazzi egoismi nazionali (i parlamentari del Pd sostengono che ad aver tradito sono stati proprio i socialisti e fra tedeschi, francesi, belgi, olandesi e greci circa un terzo dei voti del Pse sono andati perduti). Il commento di Claudio Cerasa su Il Foglio.

Una donna (emula della Merkel) a Bruxelles

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Europee, il primato della Lega (in Italia)

C’era una volta l’Italia “anomala” del primato M5S, un partito nuovo, guidato da un ex-comico, fondato su un algoritmo e un sistema chiamato Meetup, che designava gli eletti con un lotteria online. È durato cinque anni. E’ arrivato al top nel 2018. Sembrava inarrestabile. Adesso non lo è più: nell’arco di una notte l’anomalia italiana ha cambiato di segno: insieme con l’Ungheria siamo il solo partito in Europa (tranne l’Inghilterra che però dall’Unione è già fuori) dove si estingue ogni tipo di baricentro moderato e si verifica una svolta verso la destra radicale improvvisa, innegabile, numericamente sorprendente perché oltre al 34,3 del Carroccio c’è anche il 6,4 di Fratelli d’Italia, poco meno della metà del Paese. Il commento di Flavia Perina sul sito Linkiesta.

Europee, sovranisti non sfondano

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