Si scaldano i motori della politica, si avvicina il referendum

La via maestra di una posizione riformista sulla questione del numero dei parlamentari è quella del monocameralismo, una Camera che vota la fiducia ed esercita il ruolo politico fondamentale. Invece il taglio dei parlamentari oggetto del referendum del 20 settembre, addirittura scisso dalla riforma elettorale è una controriforma, ispirata a una pura e semplice logica antiparlamentare. Il che sta nella subcultura dei 5S e nel caso di un eventuale successo del Si la vittoria se l’ascriverebbe solamente Luigi Di Maio. Mentre Nicola Zingaretti farebbe la figura del convitato di pietra. Il Pd non avrebbe solo e soltanto un ruolo ancillare, ma sarebbe scornato soprattutto per non aver portato a casa la legge elettorale di conio proporzionale con sbarramento. (...) Battersi per il No è impegno sacrosanto, visto che il taglio fa parte del populismo becero dei 5S intenzionati ad umiliare la democrazia rappresentativa e punire i parlamentari confondendo la qualità dei rappresentanti con il ruolo stesso del Parlamento.Il commento di Fabrizio Cicchitto e Biagio Marzo su Il Riformista.

Referendum, se vince il sì, la democrazia perde

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L'Italia non ha una sua politica estera

  • Pubblicato in Esteri

«La strategia di questo governo sugli immigrati dalla Libia? È semplicissima: non c’è. L’unico punto fermo è l’appoggio alla guardia costiera di Tripoli, che ha appena sparato alla schiena a tre migranti in fuga. Per il resto nulla. Naturalmente se avessimo un ministro degli Esteri, sarebbe meglio. Ma sulla Libia l’Italia non ce l’ha». C’è piena sintonia tra i dirigenti del Viminale che lavorarono al dossier libico durante il governo Gentiloni e i dirigenti del Pd che li affiancarono.Il commento di Carlo Panella su Linkiesta.

Il fallimento della nostra politica estera

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Ancora una task force? Nooo!

Luigi Di Maio nella sua prima intervista dopo il vertice europeo dichiara: «Ora giù le tasse». Una dinamica che purtroppo ha scandito l’azione di governo sin dal primo giorno, quindi già diversi mesi prima del Covid, ma che la crisi provocata dall’epidemia ha portato subito al parossismo, con fior di ministri a ripetere per prima cosa, ad esempio, che nessuno avrebbe perso il lavoro a causa del virus. Promessa ovviamente insostenibile. Il commento di Francesco Cundari su Linkiesta.

Con l'entusiasmo per l'accordo di Bruxelles non si risolvono i problermi dell'Italia

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