Maggioranza nel caos, va in onda il salvataggio di Salvini

Dopo la sostanziale bocciatura del progetto di Boccia sugli assistenti sociali che ha lasciato comunque qualche livido nel rapporto fra il ministro pugliese e il Viminale, il voto su Salvini non solo ha dimostrato la mancanza di coesione nella maggioranza ma ha posto, seppure in modo sussurrato, la questione del coinvolgimento di Giuseppe Conte nelle decisioni dell’allora ministro dell’Interno. Ne ha accennato il renzianissimo Francesco Bonifazi ma lo hanno capito tutti: come poteva il premier non sapere cosa faceva il suo ministro? Il commento di Mario Lavia su Linkiesta.

Palazzo Chigi in pieno lockdown, avviso di sfratto al Conte 2

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Fibrillazioni a Palazzo Chigi, Conte rischia? Forse no

Palazzo Chigi e il Pd possono tentare prima o poi di spaccare il gruppo parlamentare di Iv. La sensazione è che il vero scontro non sia tra Zingaretti e Renzi, nonostante la scissione. Il conflitto, che si declina nel futuro come competizione elettorale, sembra riguardare Iv e Conte: sia in vista di una serie di nomine, sia per un futuro nel quale il Pd potrebbe allearsi col premier, vedendolo a capo di una lista di centrosinistra. Conte entrerebbe nello spazio che Iv sta cercando di riempire, senza finora il riscontro dei sondaggi. Il commento di Massimo Franco sul Corriere della Sera.

Lo scontro Conte-Renzi per le nomine dei boiardi di Stato

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Il Belpaese non ha un vero governo

Quando la politica pianta bandierine identitarie e sfoggia i muscoli, si sottrae al dovere di governare. Preferisce una sorta di culturismo politico a beneficio degli elettori, per accreditare la propria forza. La cosa singolare è che quasi sempre questi riti servono in realtà a velare una debolezza; e invece di contribuire alla soluzione di un problema, lo complicano artificiosamente, esagerando e radicalizzando contrasti che restringono qualunque margine di mediazione. Quanto sta avvenendo in materia di prescrizione tra Movimento Cinque Stelle e Italia viva rispecchia perfettamente il fenomeno. Le minacce incrociate tra il Guardasigilli grillino Alfonso Bonafede e il capo politico Vito Crimi, e il leader di Iv, Matteo Renzi, trasmettono la sensazione sgradevole di una sfida giocata su un terreno costituzionalmente delicato. Il controverso provvedimento che i Cinque Stelle vorrebbero imporre appare un pretesto. Le considerazioni di Massimo Franco sul Corriere della Sera.

La confusione (massima) al potere

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