Maggioranza nel caos, va in onda il salvataggio di Salvini

Dopo la sostanziale bocciatura del progetto di Boccia sugli assistenti sociali che ha lasciato comunque qualche livido nel rapporto fra il ministro pugliese e il Viminale, il voto su Salvini non solo ha dimostrato la mancanza di coesione nella maggioranza ma ha posto, seppure in modo sussurrato, la questione del coinvolgimento di Giuseppe Conte nelle decisioni dell’allora ministro dell’Interno. Ne ha accennato il renzianissimo Francesco Bonifazi ma lo hanno capito tutti: come poteva il premier non sapere cosa faceva il suo ministro? Il commento di Mario Lavia su Linkiesta.

Palazzo Chigi in pieno lockdown, avviso di sfratto al Conte 2

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Il dio Denaro

In un'intervista al Corriere della Sera il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, ha proposto un paio di considerazioni di insigne rilievo. La prima era rivolta alla scienza, spronata a fornire certezze inconfutabili anziché ipotesi alternative, e per esempio se ci sia recidiva o no, altrimenti la politica non è in condizioni di decidere. Su questa frase si potrebbe scrivere un trattato di sociologia politica di sei o settemila pagine, ma azzardo un riassunto. A parte l'eccentrica concezione di una scienza dispensatrice di verità rivelate, si prova a suggerire a Boccia la seguente ardita congettura: la scienza non dice se c'è recidiva o no per una ragione insospettabile, non lo sa. E niente sa di questo virus, accidenti. Ne saprà ma per ora no, e se la politica deve aspettare la scienza per decidere, allora invece di un ministro basterebbe un algoritmo, col vantaggio che l'algoritmo non concede interviste. La seconda considerazione è ancora più emozionante. Secondo Boccia chi spinge per una riapertura delle attività è annebbiato dal dio denaro. Il dio denaro, un'espressione che non sentivo dalle assemblee studentesche della quarta ginnasio. Il problema è che, dopo le previsioni di ieri del Fondo monetario, secondo cui nel 2020 il Pil dell'Italia scenderà del 9.1 per cento, rischiamo di diventare un Paese di credenti non praticanti. Traduzione: popolato da gente così poco annebbiata dal dio denaro da morire di disoccupazione e di fame. E, parrebbe, è su questo verginale presupposto che si va a Bruxelles a ricondurre gli avidi del Nord sulla strada della virtù: liberatevi del dio denaro. E datelo a noi.

Mattia Feltri - La Stampa – 15 aprile 2020

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L'Europa paghi i nostri debiti. Risposta: non se ne parla

I nostri leader si sono stufati di lasciare i riflettori ai virologi e agli statistici, le decisioni ai comitati scientifici, la gestione delle emozioni nazionali a papa Bergoglio e al Presidente della Repubblica. Sono stanchi anche di ostentare sentimenti di solidarietà bipartisan che non provano, sobrietà verbali che non appartengono al loro lessico quotidiano: solo così si spiega la solitaria accelerazione di Giuseppe Conte sul “decreto poveri” con conseguente rivolta dei sindaci del centrodestra contro il medesimo, l’improvviso impennarsi della vis polemica nelle dichiarazioni di Matteo Salvini e Giorgia Meloni, ma anche i battibecchi istituzionali tra Francesco Boccia e Attilio Fontana a proposito dell’efficienza delle Regioni e il ritorno del tam-tam sull’uscita dall’Europa. Il commento di Flavia Perina su Linkiesta.

L'Unione Europea diffida dell'Italia. Non a torto...

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