La crisi della nostra Università

  • Pubblicato in Cultura

Il nostro declino spiegato da un aneddoto universitario: un «trenta» immeritato che ci fa capire le radici di tanto conformismo e impreparazione. (...) Questa la ragione fondamentale che c’impedisce di capire le ragioni della nostra crisi interminabile e quindi di superarla: non voler vedere che essa affonda le radici in un quantità di illusioni e di errori di tanti anni fa, di decisioni sbagliate che prendemmo allora o di cambiamenti che avremmo dovuto fare e non abbiamo fatto. Mentre intorno a noi tutto cambia noi abbiamo paura di cambiare, di cambiare noi stessi per conquistare gli orizzonti di una nuova vita. Ma piuttosto che una nuova vita a noi interessa cullarci interminabilmente nella nostra accidiosa nostalgia. Il commento del prof. Ernesto Galli Della Loggia sullo stato dei nostri atenei sul Corriere della Sera.

Atenei da riformare, la meritocrazia dimenticata

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Il Sud, le amnesie del governo

Il Sud attuale langue, imperano la disgregazione e l’abbandono. Lo sperpero e la malversazione aggravano l’ormai congenita inadeguatezza delle risorse. Le opere pubbliche sono lasciate a metà, la frequenza scolastica è massicciamente elusa, l’industrializzazione è troppo spesso fallita, le amministrazioni locali sono in mano all’incapacità o al malaffare, da stigmatizzare l’umiliante anabasi sanitaria al nord, i centri urbani sono sconvolti e le periferie invivibili, il voto di scambio continua a dilagare, il trasformismo politico è ormai prassi. È la società dove sotto un’apparente normalità dai toni magari spensierati, com’é nel suo carattere antico, serpeggia una sconsolatezza triste, una frustrazione mortificata, un pervadente sentimento di continua inadeguatezza, fatte apposta per spegnere iniziative, per logorare energie e speranze. L'editoriale del prof. Ernesto Galli Della Loggia sul Corriere della Sera.

Il governo ha dimenticato il Sud

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Gli affari con i cinesi non possono mortificare il Belpaese

  • Pubblicato in Esteri

 Le ragioni dell’economia non possono prevalesere mai su quelle della politica accettando così una sorta di nuova versione del principio della ragion di Stato. L’ Italia non può consentire che le ragioni dell’economia divengano così forti da cancellare qualsiasi criterio della sua politica estera che non sia quello dei buoni affari con questo o quel governo straniero. L'editoriale del prof. Ernesto Gali Della Loggia sul Corriere dela Sera.

Ancora Xi, l'Italia deve scegliere se restare fedele all'Occidente o no

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