L'Italia di Salvini (Di Maio, ormai, subisce Matteo)

Salvini ha conquistato tutta la destra e drena il centro destra berlusconiano, ha dalla sua buona parte della piccola e media imprenditoria del nord, pesca consenso al sud agitando le bandiere dell’italianità e della sicurezza, ha trasformato in una sorta di orgogliosa resistenza le frustrazioni e le percezioni negative del Paese : ancora grande e civile nella realtà, ma pericolosamente dedito al vittimismo e all’autodenigrazione. Un Paese le cui classi sociali più deboli e più anziane vivono globalizzazione e sistemi sovranazionali come una sorta di colonizzazione e una minaccia dell’identità e delle tradizioni, fino ad accarezzare l’idea di un’autarchia finanziaria, produttiva e persino alimentare. Siamo passati velocemente dalla gazzosa e dall’ampolla sacra del Po di Bossi alle felpe scioviniste del “capitano”. Il commento di Massimo Nava su Linkiesta.

Matteo (Renzi) dalle stelle alle stalle, Matteo (Salvini) dalle stalle alle stelle

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Il Belpaese nello stagno di una cattiva politica

Una fotografia del’Italia di oggi: un Paese che sembra non sapere più che cosa è né cosa vuole essere; senza idee, senza strategie, senz’anima, sempre più terra di diseguaglianze e di povertà. Un Paese senza Stato, perlopiù sporco e malandato, spesso invivibile, incustodito e inerme di fronte a chiunque voglia prenderselo. E perciò tentato per disperazione dalle sirene di ogni avventurismo politico. È giunta l’ora di pensare in modo netto e forte. Di cominciare a pensare in termini di vera e propria salvezza della Repubblica, come fu altre volte nella nostra storia allorché si trattò di salvezza nazionale. Stiamo attenti: il punto di non ritorno potrebbe essere più vicino di quanto crediamo. L'editoriale del prof. Ernesto Galli Della Loggia sul Corriere della Sera.

Un'Italia allo sfascio, in balìa di avventurismi

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