Euroscettici allo sbando, da Londra a Roma

  • Pubblicato in Esteri

Non è dato sapere se Jeremy Corbyn segua la politica italiana o abbia chiesto consigli a Matteo Renzi. L’ultima mossa sembra un copia/incolla dettato da un imperativo assoluto: fermare Boris Johnson, dare un colpo di freno alla Brexit, impedire il «no deal» di fine ottobre, che avrebbe effetti rovinosi sull’economia del Paese e devastanti sulla coesione del non più tanto unito Regno Unito. Il leader laburista propone un’alleanza di tutti contro Boris, che gli permetterebbe di diventare "temporaneamente" primo ministro. In sostanza, un « governo di scopo » (copyright Matteo Renzi?) che esorcizzi la deriva populista, che possa rinegoziare con Bruxelles le condizioni di uscita, che prenda tempo prima della discesa irreversibile nel precipizio e portare il Paese a un nuovo referendum, anche se Corbyn resta prudente, consapevole che una parte del suo elettorato ha votato per l’uscita dall’Europa. Il commento di Massimo Nava su Linkiesta.

Brexit con Johnson, Italexit con Salvini?

Leggi tutto...

Macron si prende l'Europa (e l'Italia sta a guardare)

  • Pubblicato in Esteri

La posizione assunta dall’Italia per quel che concerne le proposte per i vertici della nuova Commissione Europea, accodatasi al gruppo di Visegrad, rischia di essere suicida. Siamo uno dei Paesi fondatori, abbiamo il più alto interscambio con Francia e Germania, e sembra che ce ne siamo dimenticati. Non solo rischiamo di ottenere gli strapuntini nei posti chiave del governo europeo, (anche se, alla fine, il gioco dei compromessi e il peso specifico ci regaleranno qualche poltrona, vedi elezione di David Sassoli), soprattutto perchè abbiamo un disperato bisogno di ottenere sostegno su questioni cruciali come l’immigrazione e il debito pubblico. Ed è folle attenderci favori da Budapest o da Varsavia. Il commento di Massimo Nava sul sito Linkiesta. 

Nuova Ue, l'Italia sovranista con le ossa rotte, vince l'odiato Macron

Leggi tutto...

Nomine Ue, stallo a Bruxelles

  • Pubblicato in Esteri

Sembra un conclave a tutti gli effetti: telefoni spenti, zero comunicazioni con l’esterno per evitare fughe di notizie, dentro ci sono solo i leader senza sherpa e senza portavoce, seduti intorno a un tavolo a scervellarsi per trovare un accordo su chi guiderà l’Ue in questa legislatura. Mentre scriviamo, mentre inizia con oltre 3 ore di ritardo la cena di lavoro del terzo consiglio europeo dopo il voto di maggio, a Bruxelles l’aria sa già di fallimento anche stavolta. Il comment di Angela Mauro su Huffington Post.

Il litigio sulle nomine Ue, Italia in un angolo

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS