Uomini straordinari cercasi... disperatamente

In questo primo scorcio post-pandemia già si respira un’aria molle, un che di sospeso, come se una grande incertezza avvolgesse tutti gli attori politici e sociali, in attesa di un solleone che calmi un po’ un Paese ancora sotto shock per i tremendi mesi trascorsi in casa. Non è un bel clima. Ricorda un altro momento in cui l’Italia era frastornata. Erano i primi anni Novanta. Dopo la crisi di quella che Pietro Scoppola chiamò “la Repubblica dei partiti”, squassata da Tangentopoli e dal crollo degli assetti pre-1989, l’Italia ebbe la fortuna di poter disporre di alcuni uomini eccezionali. Il comento di Mario Lavia su Linkiesta.

La crisi morde come nel 1993, allora c'era Ciampi, oggi Conte!

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L'assalto a Palazzo Koch del duo Di Maio-Salvini

Non è la prima volta che un governo fa resistenza sulle nomine della Banca d’Italia. Silvio Berlusconi fece aspettare alcuni mesi l’allora governatore Antonio Fazio sulla promozione di Vincenzo Desario a direttore generale. L’indipendenza di Palazzo Koch (i membri del governo non partecipano mai all’assemblea per rispettarne il ruolo) è stata mal sopportata e digerita in varie fasi della Prima e della Seconda Repubblica. Il commento di Ferruccio De Bortoli sul Corriere della Sera.

La democrazia indebolita, un problema non solo italiano

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La Consip non era nata per combattere la corruzione?

Questo nostro Paese non ce la fa davvero più a sopportare la nebbia che avvolge i rapporti spesso inconfessabili fra affari e politica, impedendoci quando votiamo di fare scelte fino in fondo consapevoli. È ora di finirla. Perché sta diventando un problema per la stessa democrazia, il bene più prezioso che abbiamo. L'edtoriae di Sergio Rizzo sul Corriere della Sera.

Dalla Consip guai per Renzi

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