Bce di Lagarde contro la Corte di Karlsruhe

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In via generale, non compete ai tribunali nazionali giudicare l’attività della Bce; il giudice del diritto europeo è la Corte di giustizia europea. In ottemperanza a questo principio, il BVerfG aveva sospeso il proprio giudizio e chiesto alla CgUe di rispondere a cinque quesiti di conformità dell’attività della Bce al diritto europeo. Nella sentenza Weiss del 2018, la CgUe ha risposto che quattro dei cinque punti sollevati (relativi al mandato della Bce, allo sconfinamento della politica monetaria, alla proporzionalità fra misure prese ed effetti sulle politiche economiche e fiscali) non costituivano violazione del diritto vigente e che la quinta richiesta (relativa al rischio asimmetrico di perdita per le banche centrali nazionali) era irricevibile. Il commento di Henri Schmit su la Voce.

Sulla sentenza della Corte Costituzionale tedesca

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I timori per il futuro del Belpaese crescono

Lorenzo Codogno, ex dirigente del Tesoro ed oggi economista della London School of Economics sugerisce: "Il debito già così com’è non è sostenibile, in condizioni normali dico. I tassi lasciano poche speranze. Tuttavia siamo in una situazione inusuale, dove la Bce tiene ancora i tassi calmierati. Quello che conta di più è il costo del finanziamento del debito sovrano: se ci sarà una ripresa economica allora il debito sarà sostenibile, ma se al contrario la ripresa non ci sarà e collateralmente saliranno i tassi finora tenuti bassi dalla Bce, allora avremo guai seri…". L'intervista al prof. Codogno da parte di Gianluca Zapponini su Formiche.

L'Europa ci da i soldi, per farne cosa? Questo e' il problema

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L'Italia senza Europa?

(Senza il sostegno della matrigna Europa- ndr) l’Italia ... sarebbe già andata in bancarotta. Il Bel Paese era uscito dalla crisi del ‘92-’93 solo grazie al sostegno degli altri Paesi, alla flessibilità del sistema monetario europeo, ad un prestito della Bei (Banca europea degli investimenti) di un miliardo di Ecu (European currency unit, la moneta comune dell’epoca) e alle misure di austerità raccomandate dall’Unione. Tuttavia, malgrado il vantaggio dato dall’abbassamento dei tassi d’interesse grazie alla partecipazione all’euro, il Paese è di nuovo alla deriva dall’inizio degli anni 2000. Come aveva dichiarato il governatore dell’epoca, senza la protezione dell’Eurozona, la flessibilità delle sue norme e il sostegno della BCE “whatever it takes”(“a qualunque costo”) la crisi del 2008-2012 sarebbe senza dubbio stata fatale. Il commento diThierry Vissol su Vox Europ.

L’Italia avrebbe ricevuto gli aiuti in tempo e in quantità sufficiente dalla Cina e dalla Russia? Piuttosto improbabile

L'Italia fuori dall'Europa? Sarebbe stata bancarotta

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