C'è chi desidera la morte dell'Europa?

L’obiettivo della presidenza europea di Angela Merkel sarà quello di convincere i primi a rinunciare alle loro ostinate posizioni contrarie alla concessione di “grants” ai Paesi più in difficoltà, puntando sul fatto che il “recovery” di questi Paesi finisce per andare a vantaggio di tutti, frugali compresi. Anche della Germania che, è giusto ricordarlo, dal mercato unico e dall’euro ha guadagnato parecchio, a partire dall’unificazione fino all’enorme surplus. Il commento di Renato Brunetta su Huffington Post.

L'Unione Europea verrà salvata dalla Merkel?

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Lotta alla pandemia, la lezione di Angela Merkel

  • Pubblicato in Esteri

A otto settimane dal culmine della diffusione in Germania del coronavirus, la più popolosa nazione europea ne emerge relativamente incolume rispetto al resto del mondo. (...) Diversamente dagli altri paesi europei, tra cui Spagna e Gran Bretagna, la Germania è riuscita a mantenere basso il numero dei decessi con delle misure di isolamento relativamente allentate. Ognuno dei suoi 16 stati federali ha attuato un proprio insieme di regole di lockdown, con vari gradi di rigore. Ma generalmente, le persone potevano uscire di casa liberamente, purché rispettassero le misure di distanziamento sociale. I governi locali proibivano comunque i raduni pubblici e hanno chiuso scuole, luoghi di lavoro e le attività commerciali non essenziali, continuando però a sottolineare che non si trattava di ua chiusura totale. Il commento di Sophia Ankel su Business Insider.

Perchè la Germania ha superato prima di noi la crisi da Covid 19

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Per la prima volta l'Europa batte un colpo. E che colpo!

Il programma della Commissione europea è stato definito, sia pure in via di sintesi, un "evento storico" in quanto per la prima volta si prefigurano interventi di spesa pubblica europea finanziati con l'emissione di obbligazioni europee. Ci vorrà del tempo per valutare tutti gli aspetti della innovazione che si innesta nella continuità e per questo oggi è meglio fermarsi su alcuni punti politicamente più qualificanti e calati in filiere programmatiche consolidate e nuove nella territorialità dei singoli Stati. (...) L’accordo tra Marcon e Merkel ha dimostrato la piena consapevolezza che il XXI secolo, iniziato con due crisi - quella finanziaria prima, quella pandemica del Covid poi - richiedeva l’urgenza per la Unione Europea di ritrovare o rifondare una nuova solidarietà innovativa. Questo impulso si è innestato sul programma di mandato che la presidente della Commissione Europea von der Leyen aveva presentato nell’assumere il proprio ruolo, così dimostrando la differenza che per me sussiste tra “innovazione nella condivisone” e “improvvisazione nella divisione”. Perché mentre la prima caratteristica connota di Dna europeo, talvolta con lunghi periodi di rallentamento, la seconda è un’aspettativa sbagliata di chi scambia l’Europa per un’arena di scontri nella quale bisogna “battere i pugni sul tavolo” per ottenere risultati. Il commento di Alberto Quadrio Curzio su Hington Post.

L'Unione Europea si e' data una mossa, adesso tocca all'Italia

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