Confusione nel Palazzo, chi rema contro, chi a favore

C’è un asse, quello governista che spinge per l’alleanza tra il Movimento 5 Stelle e il Partito democratico alle elezioni regionali, ma non è una notizia. La notizia è che ad allinearsi su questo asse, e a sostenere quindi il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, è Alessandro Di Battista, dopo settimane in cui l’ex parlamentare e big del Movimento aveva scosso la tenuta interna del suo stesso partito, con esternazioni che avrebbero potuto mettere a rischio anche il governo. E lo scrive nero su bianco, Di Battista, sul terzo post su Facebook (consecutivo) della settimana: cosa deve fare il Movimento? “Sostenere Conte”, ed è questa la principale novità secondo il politologo Mauro Calise, raggiunto telefonicamente da Formiche.net per una conversazione su quello che chiama “gioco della parti” all’interno della forza politica fondata da Beppe Grillo. “La partita si gioca principalmente in Liguria e Puglia”, spiega il docente di Scienza Politica all’Università Federico II di Napoli, e se dovesse andare a buon fine questo asse istituzionale porterebbe a casa un gran risultato. Risultato che metterebbe in tasca Conte, e non di Maio. L'intervista al prof. Mauro Calise sulla situazione politica del Belpaese oggi.

Il gioco delle parti nel M5S

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Chi comanda nel Palazzo? Grillo, Casaleggio o Conte?

«Confido nell’autorevolezza, intuito e volontà unitaria di Grillo», ha detto la settimana scorsa al Fatto quotidiano Goffredo Bettini, autorevole esponente del Partito democratico e tra i principali teorici dell’alleanza giallorossa, a proposito dei rischi che lo scontro interno al Movimento cinque stelle provochi una crisi di governo. «Casaleggio contro Grillo», titolavano ieri tutti i giornali, commentando l’intervista a Fanpage di Davide Casaleggio, favorevole alla consultazione degli iscritti chiesta da Alessandro Di Battista e brutalmente stoppata dal comico due settimane fa. Il commento di Francesco Cundari su Linkiesta.

Il governo italiano nelle mani di un comico, bisogna ridere o piangere?

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Torna la questione settentrionale!

Sono espressione dell’ambiente politico romano il presidente del Parlamento europeo David Sassoli (pur fiorentino di nascita), il commissario europeo Paolo Gentiloni, il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, così come il segretario del Pd Nicola Zingaretti, mentre è del tutto a trazione meridionale la leadership del M5S, con evidente preminenza del campano Luigi Di Maio e del siciliano Alfonso Bonafede (con all’opposizione il romano Alessandro Di Battista). Il commento di Roberto Arditti su Formiche.

Palazzo Chigi ha dimenticato il Nord del Paese!

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