L'improcratinabile necessità di una destra liberale

L'improcratinabile necessità di una destra liberale

A sinistra, con prudenze qui e là sovrabbondanti - e al prezzo di riforme pessime, come il taglio dei parlamentari praticato con denti aguzzi, o agghiaccianti, come il sequestro dei cittadini attraverso processi senza prescrizione, o come il totalitario annullamento della loro privatezza confiscata via trojan – il Pd è riuscito a portare i cinque stelle dai gilet gialli ad Angela Merkel. A pensarci vien quasi da ridere: da uscire dall’euro subito, slogan dei bei tempi piazziaioli, a prendersi gli euro subito, nella quantità di 209 miliardi. E il premier espresso dal grillismo, Giuseppe Conte, che diventa la marmorea garanzia del nostro ormai irrinunciabile europeismo. Non è poco. (Non ha nessun senso restare a ruota del sovranismo salviniano e meloniano... Noi siamo parte, non controparte dell'Unione Europea, la soluzione è tutta lì). Il commento di Mattia Feltri su Huffington Post.

Molti si dicono liberali, in realtà sono ben pochi