Dopo il lungo sonno, occorre fare i conti con la realtà

Dopo il lungo sonno, occorre fare i conti con la realtà

Nessuno si è mai scandalizzato del fatto che un partito assoldasse un istituto di sondaggi allo scopo di utilizzarne le rilevazioni come strumento di propaganda, nella fondata aspettativa che sarebbero state sempre assai più favorevoli di quelle di ogni altro istituto. Resta però una differenza essenziale con quello che è accaduto in questa campagna referendaria, con sondaggi assai singolari usciti in agenzia a una settimana dal voto, quando cioè sono vietati, ovviamente per errore. Ma tu guarda a volte la distrazione. (...) Resta la differenza abissale tra le piccole o grandi scorrettezze di qualunque altra forza politica e il fatto che a gonfiare i ministeri di consulenti, a fare molta confusione con scontrini e rendicontazioni, a piazzare ex compagni di banco ed ex compagni di partito trombati su ogni possibile poltrona ministeriale, statale o parastatale, siano proprio quelli che con la retorica del taglio agli sprechi e della lotta contro la «casta» sono stati eletti e hanno fatto fortuna. Quelli che mentre infliggono all'intero paese i costi esorbitanti dell'incompetenza loro e di tutti i loro protetti – costi che non basteranno sette generazioni a finire di pagare – non contenti del risultato raggiunto, hanno anche il coraggio di additare il parlamento come fonte di sprechi contro cui indirizzare la collera popolare. Il commento di Francesco Cundari su Linkiesta.

Superato l'appuntamento elettorale, la musica cambia (a vantaggio di chi?)