Il Pd nella morsa del M5S, è il caso che si dia una svegliata

Il Pd nella morsa del M5S, è il caso che si dia una svegliata

La mortificazione politica del Pd di Nicola Zingaretti è seconda soltanto a quella subìta da Pierluigi Bersani ai tempi dello streaming con Beppe Grillo, ma con l’aggravante che questa volta c’era, appunto, quel mesto precedente. Crimi non solo non ha spiegato che il movimento di Casaleggio non ha alcuna intenzione di allearsi con il Pd alle regionali, spiegando peraltro che per lui il partito di Zingaretti e quello di Salvini pari sono, confermando una linea politica che solo i dirigenti del Pd non ha ancora compreso, ma prende le distanze anche dall’alleanza strategica di governo e, senza alcun imbarazzo, pure si lamenta che il Pd non stia correndo per sostenere la rielezione di Virginia Raggi a Roma, evidentemente immaginando che il Pd potrebbe essere pronto a questa ulteriore autoflagellazione pur di inseguire i populisti. (...) Fino a quando il Pd intenderà rincorrere Vito Crimi? Fino a quando un partito glorioso che ha retto e salvato il paese negli ultimi dieci anni, evitando la bancarotta cui gli avversari l'avevano destinato, potrà continuare ad accettare i diktat del progetto eversivo di una srl? Il commento di Christian Rocca su Linkiesta.

Zingaretti è evidentemente succube del M5S.