Dubbi e perplessità sull'aureola che circonda il premier

Dubbi e perplessità sull'aureola che circonda il premier

Momento storico, ineuguagliabile, anzi storico. Non sapeva più quale aggettivo estrarre dal dizionario Davide Crippa, il capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera, per omaggiare il presidente del Consiglio Giuseppe Conte tornato vittorioso dall'Europa. Si spellava le mani. Alzava la voce: mai si è visto un presidente del Consiglio così determinato, mai si è visto un passaggio così storico. Giuseppe Conte, il presidente del Consiglio più amato della Seconda Repubblica, come ha scritto Ilvo Diamanti (Repubblica, 20 luglio), stava lì, nell’emiciclo della Camera, a godersi l’improvvisa comparsa di un ospite a sorpresa. Il culto della personalità nei suoi confronti. Verso Conte e verso il Contismo. Con i suoi profeti sulla carta stampata e in tv. I suoi sacerdoti chiamati a premiare i discepoli e a scomunicare gli infedeli. I suoi neofiti, ansiosi di presentarsi all’altare. E i più tiepidi, da sferzare. L'editoriale di Marco Damilano su L'Espresso.

L'Italia ha da anni dimostrato di non essere capace di fare le riforme