I pericolosi (per il governo) Stati Generali di Conte

I pericolosi (per il governo) Stati Generali di Conte

Villa Pamphili è un posto meraviglioso: c’è il laghetto coi pesciolini, il giardino segreto, ci svolazzano i parrucchetti dal collare, e la villa in sé è roba da principessa Sissi, da ballo delle debuttanti, molto oltre la consegna del Telegattone: luogo di regalità, per quanto declinante e periclitante, e dunque da Stati generali. Potrebbe essere il trionfo estetico di Giuseppe Conte, che magnanimo e illuminato invita i partiti d’opposizione a discutere di che fare di tutto quel ben di Dio in arrivo (forse) dall’Europa. (...) La destra, giustamente, gli ricorderà che s'è montato la testa e finiranno con lo smontargliela, come la storia ricorda, a proposito di epiloghi di altri Stati generali. E neppure altrettanto generici. Gli ricorderanno anche che per certe cose, tipo discutere un bruscolino da 55 miliardi, esisterebbe un luogo deputato, sebbene rimasto senza deputati. Sarà uno spettacolo: accantonata la democrazia, è quanto ci resta. Il commento di Mattia Feltri su Huffington Post.

Stati Generali, il Parlamento esautorato