Morte dei partiti e della politica

Morte dei partiti e della politica

I partiti (che non ci sono più, n.d.r.). Che tornino a essere riconoscibili davanti agli elettori per una visione dell’Italia e del mondo, non per slogan o programmi magari furbi, anche urticanti e persino odiosi - talmente generici sulle questioni 'vere' da essere inutili; che si dotino di una classe dirigente seria, preparata, onesta di fatto e intellettualmente; che portino avanti una politica di bandiera (e non di bandierine su singoli temi o microtemi) nel rispetto della Bandiera che tutti ci rappresenta. Così, magari, la grande voglia di partecipazione che si coglie nelle piazze s’incanalerà di nuovo nella militanza, nell’adesione ideale, nella partecipazione massiccia e convinta al voto, nelle sane dinamiche di una democrazia parlamentare. L'opinione di Danilo Paolini su Avvenire.

La scomparsa della politica e dei partiti