Le mani della Cina sull'Italia

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In pochi se ne sono accorti, ma la maretta che si è scatenata nell’ambiente universitario sta montando e rischia di diventare un autentico tsunami. In Italia i poli universitari specializzati nell’ambito degli Studi Orientali sono storicamente due: Venezia, con l’università Ca’ Foscari, e Napoli, con l’università L’Orientale. A questi, che vantano una tradizione più che centenaria nel settore, nel tempo si sono aggiunti Torino, Roma e, in piccola parte anche Milano, che all’Università Bicocca ha inaugurato da qualche anno un corso di laurea in cinese. Il commento di Marco Lupis su Lettera 43.

La Cina di Xi mette le mani sugli Atenei italiani

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La Cina non mollerà Hong Kong

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Hong Kong non ha alcuna voglia di diventare Cina. E poco c’entrano le ragioni specifiche per cui, di volta in volta, fiumi di giovani si riversano nelle strade sfidando la polizia, i gas lacrimogeni, la galera e il sempre incombente intervento delle forze armate della Cina continentale. Nel 2014 i manifestanti chiedevano il suffragio universale, pur sapendo che la Dichiarazione congiunta sino-inglese, firmata nel 1984 per regolare il ritorno della colonia alla Cina poi avvenuto nel 1997, stabilisce che il Governatore dev’essere nominato dal Governo centrale di Pechino, il quale ha anche il diritto di mettere il veto alle nomine decise dal Governatore stesso. Il commento di Fulvio Scaglione su Linkiesta.

Le mani della Cina su Hong Kong

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La Cina controlla l'America Latina, Trump un nano

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Mentre l’Europa si sfibra nel discutere «Cina sì, Cina no» l’impero del Dragone, in silenzio e con la discrezione che nei secoli lo ha reso un gigante, anche dell’economia, stringe la morsa decisiva sull’America latina, continente che da anni sta invadendo a colpi di Renminbi (la valuta cinese). Ma adesso la Belt and Road Initiative (BRI), come si chiama in termini tecnici la Via della Seta, qui si fa e per davvero. E in questa parte di mondo è già vista come una fiammante scintilla di futuro. La decisione, presa ufficialmente nel 2013 dal presidente Xi Jinping con il placet dei governi locali, a piccoli ma importanti passi sta diventando quest’anno una realtà tra Caraibi e Sud America. Il commento di Paolo Manzo su Panorama.

La Cina si mangia il Sud America

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