Ue, dove ognuno è populista a modo suo

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Alla fine, e a soli 64 anni, è il corpo che ti frega. Non come persona, perché Angela Merkel farà le cure che servono e starà bene. Ma come figura, come emblema di una politica e di uno stile. Mezza Kanzlerin, ovvero funzionaria al servizio dell’interesse collettivo, e mezza Mutti, ovvero massaia grigia e affidabile, e perciò politica dei record e dei quattro mandati di governo, Angela non può tremare. E invece lo ha fatto. Vistosamente. Clamorosamente. Il commento di Fulvio Scaglione su Linkiesta.

Senza la Merkel, l'Ue si inabissa

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Ue, l'Italia conta sempre meno

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Per capire l’isolamento italiano in Europa basta una locuzione latina. Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur, mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata. Ovvero mentre i senatori romani discutevano su come fermare Annibale, il generale cartaginese conquistava la città di Sagunto. Lo stesso accade in Europa. Mentre a Bruxelles si gioca la partita delle nomine più importanti delle istituzioni europee, dal presidente della Commissione europea a quello della Banca centrale, l’Italia si guarda l’ombelico per capire se il governo gialloverde andrà avanti o meno, rassegnandosi al ruolo di comprimario. E invece, a guardar bene, si nota qual è la vera partita in campo. Il presidente francese Emmanuel Macron da settimane sta spezzando quel poco che resta dell’asse italo-tedesco e cercare di spartirsi con la Germania le cariche più importanti, invitando al tavolo la Spagna a spartirsi il bottino. E l’Italia che potrebbe infilarsi nello stallo tra Merkel e Macron l'appoggio per  alla Bce in cambio di un commissario importante, sta a guardare. Il commento di Andrea Fioravanti sul sito Linkiesta.

 A Bruxelles si fanno le nomine più importanti, l'Italia sta a guardare

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Ue, il gioco si fa duro per le nomine

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”Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è invece disgraziata a modo suo”. Anche il sommo Tolstoj funziona per raccontare l'Europa che ha appena votato. Perché alla fin fine, la storia è questa: quelli contenti dell'Europa (e quelli che dicono siamo contenti ma vogliamo cambiarla, beh, vedremo se faranno qualcosa) troveranno comunque un accordo. Popolari, socialisti e democratici, liberali... Mentre quelli scontenti dell'Europa non lo troveranno mai, perché sono scontenti in mille modi diversi. Orban e Fidesz senza somigliare ai polacchi del Pis che mai vorrebbero avere a che fare con i lepenisti francesi, mentre gli inglesi pro Brexit fanno bye bye a tutti. Anche in Italia, M5S è euroscettico in modo e in misura assai diversa dalla Lega, e infatti resteranno in gruppi politici ben distinti. Il commento di Fulvio Scaglione sul sito  Linkiesta.

Il toto-nomi a Bruxelles, Italia esclusa dai giochi

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