Il destino del governo italiano appeso al filo di Angela

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L’immagine di figliol prodigo che ritorna ad avere buoni rapporti con l’Europa dopo l’era del governo con la Lega, almeno fino a questo è sembrata cucita in modo quasi perfetto sull’abito di Giuseppe Conte. La nascita del suo secondo governo a livello interno è stata giustificata con l’esigenza di evitare l’aumento dell’Iva, in ambito comunitario come si è visto essa invece ha risposto ad un preciso piano politico predisposto lungo l’asse Bruxelles – Berlino – Roma. Dunque, volente o nolente, Conte è comunque molto legato alle linee politiche di un’Europa che, oggi più che mai, appare politicamente ed economicamente a trazione tedesca. La domanda sorge quindi spontanea: fino a quando la permanenza a Palazzo Chigi di Conte sarà ben vista dalla Germania? E soprattutto, la durata del Conte II è direttamente legata alle volontà di Angela Merkel? Il commento di Mauro Indelicato su il Giornale.

Il destino del Conte 2 si decide a Berlino

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Il super commissario del Recovery Fund

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Celine Gauer, francese, da 25 anni funzionaria degli apparati comunitari e vice segretaria generale della Commissione di Ursula von der Leyen, è stata nominata da quest’ultima, sentita la Germania presidente di turno dell’Ue, a capo del gruppo di lavoro che dovrà gestire i processi di supervisione sull’erogazione dei 750 miliardi di euro di fondi che inizierà nel 2021. Il commento di Andrea Muratore su il Giornale.

Ecco chi ci controllerà da Bruxelles

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Una speranza (per l'Italia) in Angela, Christine e Ursula

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Angela Merkel ha trovato una spalla nelle altre due signore che guidano le istituzioni europee”, cioè la presidente della Commissione Ursula von der Leyen (“non dimentichiamo è una discepola, una creatura della cancelliera”) e la presidente della Banca centrale Christine Lagarde (“che ha guidato, con qualche incertezza iniziale, la Bce ad assumere decisioni molto coraggiose sull’acquisto di titoli, fondamentali soprattutto nella primissima fase della crisi pandemica”). L'intervista all'ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci presidente dello Iai (Istituto affari internazionali) su Formiche.

Per fortuna che a Bruxelles c'è mamma Merkel!

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