Se l'Ue non aiuta Tsipras, Putin in soccorso di Atene

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Con la crisi ucraina in pieno corso, gli Usa non possono permettere un'”entente cordiale” greco-russa con un obiettivo anti-europeo (e anti-americano). Tuttavia, senza un'alternativa per salvarsi la faccia, è probabile che il nuovo governo greco finisca tra le braccia dei russi. Gli Stati Uniti possono fare qualcosa? La risposta è senz'altro affermativa. Oggi l'Europa si trova in un vicolo cieco con il neo-governo greco che ha puntato tutta la sua reputazione sulla rinegoziazione dei diktat della troika e un establishment tedesco ed europeo che non si può permettere alcun cedimento per non pregiudicare irrimediabilmente le riforme economiche ottenute sin qui. In questa situazione, un intermediario deciso a difendere i principi tedeschi e al tempo stesso a facilitare un ammorbidimento dell'attuale posizione economica della troika (magari agevolando il passaggio con qualche piccolo sussidio) potrebbe contribuire molto alla mediazione di un accordo. Come Paese vincitore che ebbe la lungimiranza di abbuonare il debito del Paese sconfitto, gli Usa hanno anche un diritto morale a rivestire quel ruolo. Un editoriale di Lugi Zingales su Il Sole 24 Ore.

L'Europa non riesce a risolvere i suoi problemi

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«Soldi in cambio di riforme», i paradossi Ucraina e Grecia

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«Soldi in cambio di riforme» è stata usata frequentemente, con risultati incerti, nelle aree mondiali di maggior povertà e ora arriva in Europa. Questi precedenti possono non farci piacere ma occorre valutare che i finanziamenti all’Ucraina sono poca cosa se paragonati all’aumento delle spese militari che i Paesi europei della Nato dovrebbero sostenere per un surriscaldamento delle tensioni europee. Questi finanziamenti devono avere come contropartita non solo il cessate il fuoco e il processo di pace ma anche l’avvio di una politica economica che preveda, prima di tutto, la privatizzazione di Naftogas, il colosso energetico ucraino, con oltre 175mila dipendenti, considerato l’epicentro della corruzione in un Paese che nell’indice mondiale di percezione della corruzione calcolato a partire dal Paese meno corrotto occupa il 134esimo posto. 

Apertura all'Ucraina dubbi Ue sul sostegno alla Grecia

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Est Europa, la vittoria di Vladimir

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Bruxelles ha perso: alle trattative Lady Pesc non c’era. Un perdente certo è Bruxelles, cioè l’Unione Europea, scavalcata bellamente dall’iniziativa della cancelliera tedesca Angela Merkel e dal presidente francese François Hollande, che dai giorni tragici degli attentati di Parigi, sembra essere politicamente rigenerato, tanto da aver cambiato decisamente registro in autorevolezza e dinamismo, portando la Francia di nuovo al centro della diplomazia internazionale. Altra sconfitta è Lady Pesc, Federica Mogherini – alto rappresentante dell’Ue per gli Affari Esteri e la politica di sicurezza: di fatto è stataspodestata del suo ruolo, spettatrice ai margini dei momenti più delicati e decisivi della crisi ucraina e “saltata” a piè pari dall’azione congiunta non solo di Parigi e Berlino, ma anche di Mosca e Kiev. Un articolo di Leonardo Coen su il Fatto Quotidiano.

Minsk, Unione Europea, la grande assente

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