Trump benedice la politica del sultano Erdogan

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Ricordate l’imperialismo americano, la «sporca guerra del Vietnam», yankee go home, e il resto del repertorio? Adesso gli americani stanno andando sul serio a casa. E, come si vede in Medio Oriente, è un patatrac. Persino coloro che sono invecchiati inveendo contro gli arroganti «gendarmi del mondo», si rendono conto che se il posto di gendarme è vacante sono dolori, qualunque teppista può fare i danni che vuole. Donald Trump, con una telefonata, ha dato il via libera a Erdogan, alla sua agognata «soluzione finale» nei confronti dei curdi siriani, ossia di quelli che erano stati gli alleati principali degli Stati Uniti nella lotta contro lo Stato islamico. Li ha ceduti (gratis) a uno che nemmeno lo ringrazierà. Trump ha subito dopo twittato un mezzo pentimento. Ma Erdogan non si è fatto impressionare (Trump, nel frattempo, è anche riuscito a dire: ma, insomma, dov’erano questi curdi mentre noi sbarcavamo in Normandia?): l’operazione militare nel Kurdistan siriano è in corso e non si fermerà fin quando gli obiettivi del dittatore turco non saranno raggiunti. Non c’è bisogno di mescolare, come fanno tanti commentatori, morale e politica facendo affermazioni come «è scandaloso, immorale, che gli americani abbandonino i curdi». Oltre a tutto, come ha osservato Paolo Mieli (Corriere, 12 ottobre) se fatte dagli inerti e imbelli europei sono affermazioni ipocrite e ridicole. È sufficiente ragionare politicamente. Il cvommentoi del prof. Angelo Panebianco sul Corriere della Sera. 

Erdogan asfalta i Curdi, l'errore di Trump

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Caso Turchia, il fallimento di Erdogan

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Come è possibile che in pochissimo tempo la Turchia, da tutti indicata quale esempio da seguire in termini di crescita e sviluppo economico, sia entrata in una violenta crisi economica e finanziaria dalla quale fatica a sollevarsi? Quali sono le ragioni dell’involuzione? E il paese riuscirà a tirarsi fuori rapidamente da questa situazione? Il commento di Rony Hamaui sul sito La Voce Info.

La Turchia di Erdogsn dal boom allo sboom!

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Erdogan bussa a quattrini, e l'Ue cede al ricatto

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Sarà l’Europa a pagare il prezzo della crisi turca: non solo perché Erdogan ricatta con tre milioni di profughi l’Unione, nonostante un accordo miliardario, ma per l’indebitamento della società turche, al 70% con le banche europee. Anche se lo detestano, gli europei dovranno tenere in piedi il presidente Erdogan. E tutto questo mentre lo scontro tra gli Usa e la Turchia diventa sempre più incandescente, al punto che un’auto in corsa ha sparato sei colpi contro l’ambasciata americana di Ankara. Il commento di Alberto Negri sul sito linkiesta.it

L'Ue alle prese con l'affaire Turchia di Erdogan, è scontro con Trump

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