La Turchia invade la Siria, il mondo non reagisce

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Erdogan sostiene che la guerra che sta conducendo in territorio siriano «non è contro i curdi ma soltanto contro lo Ypg» è chiaro che al momento non c’è più posto per i curdi ad Afrin. Dei circa 300 mila che popolavano la città all’inizio della battaglia almeno 250 mila sono fuggiti, la maggior parte verso i territori governativi, soprattutto ad Aleppo. Ankara progetta di trasferire nel cantone 170 mila rifugiati siriani, ma di etnia araba, la maggior. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, vicino ai ribelli, 1400 persone sono rimaste uccise in due mesi di combattimenti e raid. L'articolo di Giordano Stabile su La Stampa.

Erdogan invade la Siria e conquista Afrin, città curda

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Erdogan contro Assad, esplode il Medioriente

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Solo Barack Obama poteva costruire questa macchina infernale di distruzione e destabilizzazione in Siria. E l’ha costruita. Il disastro cui assistiamo in queste ore, con l’esercito turco che assedia la siriana Afrin, in mano ai curdi dello Ypg e soccorsa dalle milizie iraniane filo Assad, si moltiploca a Manbij, di là dell’Eufrate, dove le stesse milizie dello Ypg sono minacciate di strage dall’esercito turco, ma in questo caso sono protette da ben 2 mila soldati Usa. Il commento di Carlo Panella su sito www.lettera43.it.

La guerra turco-siriana inguaia Putin e Trump

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Turchia senza pace, è Erdogan che lo vuole

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A Kasimpaşa è nato, nel 1954, l’uomo più potente e ormai anche il più ricco della Turchia, Recep Tayyip Erdogan. A Kasimpaşa anche lo stadio è intitolato a suo nome e ai comizi i sostenitori lo attendono sul Bosforo scaldando l’atmosfera come una tifoseria da curva sud, con un repertorio di inni e di cori che non finisce mai. Al suo arrivo esplodono. Le sue foto compaiono ovunque: gigantografie sui palazzi ma anche ritratti più modesti nelle botteghe e per chi non ne avesse abbastanza al cinema di quartiere, per mesi, l'anno scorso hanno proiettato "Reis", la sua biografia, una mega produzione da otto milioni di dollari dell'imprenditore Temel Kankiran, che però al botteghino non ha reso quanto ci si aspettava. L'editoriale di Alberto Negri sul sito www.linkiesta.it.

Turchia, Erdogan è uno schiacciasassi, non ammette il dissenso

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