La lezione Brexit, una mina per l'Unione Europa

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Oggi non si trovano molte figure politiche disposte a fare campagna per uscire dall’Unione europea. Evidentemente lo spettacolo dell’agonia di Theresa May, arrivata al capolinea della sua esperienza come premier senza riuscire a far approvare il suo piano d’uscita negoziato con i 27, ha raffreddato gli animi degli euroscettici. Dopo decenni d’integrazione, la complessità di un divorzio all’europea è notevole, così come il prezzo da pagare per ritrovare un’indipendenza comunque relativa. Nel 2016 i sostenitori della Brexit non avevano previsto nessuna di queste difficoltà. Il commento di Pierre Haski sul settimanale Internazionale.

Gli europei ad un bivio: si va avanti con l'integrazione o indietro?

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La Gran Bretagna vuole davvero uscire dalla Ue

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In Gran Bretagna sembra che abbiano capito ben poco di quel che sta succedendo nel Vecchio Continente. E' incredibile che il partito di Nigel Farage, che ha voluto intraprendere la strada tortuosa della Brexit abbia, nei sondaggi, il doppio dei voti che prenderebbero i Tories da Theresa May, cinque punti in più rispetto al Labour di Jeremy Corbyn. Fa impressione, e non solo perché il bipartitismo inglese era una delle poche certezze che la politica ci aveva lasciato. Ma anche perché confidavamo che il rapido eclisse di Farage dopo il referendum sulla Brexit e il tonfo dell’Ukip alle successive elezioni fossero la prova di un popolo redento dall’errore, inconsapevole del proprio incauto voto, desideroso di tornare all’ovile di Bruxelles.

Brexit si, Brexit no, Ue nel panico

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L'ombra dei sovranisti inquieta l'Ue

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Dalle prossime elezioni europee, secondo le prime proiezioni diffuse ieri dal Parlamento Europeo stesso, l'ultradestra e le altre coalizioni di movimenti "revisionisti" usciranno sì rafforzati, ma incapaci di rovesciare il tavolo e prendersi il governo dell'Ue. Lo dicono i numeri: per allearsi col "gruppone" di testa del Ppe – quello di Merkel e Juncker, ma anche di Orbán, accreditato oggi di 183 seggi – gli euroscettici dovrebbero portare a Strasburgo qualcosa come 170 deputati. Raccogliere sostanzialmente un voto su quattro, altrimenti detto, considerato che il totale in palio nel nuovo Parlamento sarà di 705 seggi. Il commento di Simone Disegni sul sito linkiesta.

Buio fitto nel cielo di Bruxelles

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