E Brexit sia! E adesso, Bojo?

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Chiusa l’incertezza sulla Brexit che si aprì, inaspettata, con le elezioni di due anni fa. Il 31 gennaio 2020 il Regno Unito uscirà dalla Ue. Peraltro, la chiara vittoria permetterà a Johnson di ignorare le ali più estremiste del suo partito e la stampa eurofoba, sia perché non gli servono più i voti dei brexitisti duri, sia perché questi, a loro volta, non vorranno opporsi a un leader chiaramente popolare con l’elettorato. Il commento di Gianni De Fraja su La Voce.

Johnson da un calcio all'Unione Europea

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L'incognita Brexit pesa sull'Europa

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A torto o a ragione, il Regno Unito è stato spesso considerato dalle élite politiche europee come un baluardo di stabilità e buon governo. Oggi tuttavia l'instabilità domina e questa "nuova normalità" rappresentata da una politica tumultuosa non accenna a diminuire. In un'epoca di fluidità e cambiamento, gli elettori sono pronti ad abbandonare rapidamente le loro precedenti scelte elettorali. Il commento di Luke Cooper su Vox Europ. 

La Brexit di Johnson, una mina pronta ad esplodere, per l'Unione Europea

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La guerra Trump-Ue lascia sul campo morti e feriti

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L’Unione europea, eredità della guerra e concepita per evitarne la ripetizione, è un altro bersaglio costante di Trump, al punto che il presidente ha consigliato a Theresa May di sbattere la porta senza nessun accordo e lusinga tutti quelli che vorrebbero vedere in rovina l’Europa unita. Con un alleato simile, chi ha bisogno di nemici? Il commento di Perre Haski sul settimanale Internazionale.

Ancora Trump contro l'Europa, e noi non reagiamo

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