Nessuno vuole un'Europa federale, neanche Renzi

Noi europei siamo al centro di questa guerra che, nonostante le apparenze, non è tra civiltà e neppure tra religioni. È una guerra tra fondamentalisti e liberali, tra classi evolute e periferie, tra benestanti e poveri, tra corrotti e onesti e perfino tra giovani scapestrati e giovani consapevoli. Insomma è la crisi di un'epoca ed è anch'essa una crisi globale perché i suoi fuochi sono sparsi in tutti i continenti e si intrecciano e si alimentano tra loro. L'Europa è ampiamente sconvolta da questa crisi e dalla guerra che ne deriva, il fondamentalismo e il terrorismo; per combatterlo in nome della libertà anche la libertà è costretta a limiti più restrittivi. L'editoriale di Eugenio Scalfari su la Repubblica.

Renzi come il re tentenna

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Le stragi dell'Isis colpiscono indiscriminatamente tutti noi

Se gli attentati non sono diretti verso obiettivi militari, istituzionali o simbolici (come nel terrorismo classico, compreso quello delle Brigate Rosse negli anni ’70), ma si indirizzano contro persone normali, colte nei gesti della vita quotidiana, e in più lo fanno con elevata frequenza, allora nelle nostre menti non può non verificarsi una sorta di “salto quantico”. È il salto dalla percezione di un rischio astratto e remoto a quella di un rischio concreto e, per così dire, in servizio permanente effettivo, ovvero sempre e comunque in agguato. Di un simile salto io stesso ho un ricordo piuttosto vivido, risalente agli anni ’70 e ’80: quando il terrorismo ebbe a mostrare il suo volto “stragista”, dalla Banca dell’Agricoltura al treno Italicus, dalla strage di Piazza della Loggia a quella della stazione di Bologna, molti di noi cessarono di vivere il pericolo terrorista come un’eventualità teorica (la classica tegola in testa, che può capitare a chiunque in qualsiasi momento), per sentirlo invece come una possibilità reale e molto concreta, capace di modificare piani di vita e stati d’animo, ad esempio in occasione di un viaggio o della partecipazione ad un evento pubblico. Un editoriale d Luca Ricolfi su Il Sole 24 Ore.

Il terrorismo sta sconvolgendo l'Occidente

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Dal premier ad Hollande solo parole di grande solidarietà

David Cameron, che nel 2013 si vide bloccato dai Comuni il piano per lanciare i raid della Raf sulla Siria, il premier britannico sembra questa volta in grado di convincere i suoi deputati a dargli via libera. Sarebbe un altro successo per Hollande. «Sono i nostri alleati più vicini e vogliono il nostro aiuto. Non possiamo evitare le nostre responsabilità o delegarle ad altri», ha detto Cameron in Parlamento. Le parole di forte solidarietà con la «nazione sorella» pronunciate da Matteo Renzi a Parigi non si accompagnano ad annunci di misure concrete da parte dell’Italia. Fonti bene informate spiegano che, nei giorni scorsi, a livello di gruppi di lavoro, la Francia aveva segnalato l’eventuale desiderio di ricevere qualche aiuto italiano su Sahel, Mali e Iraq. Le discussioni sono ancora in corso, ma ieri il premier non ne ha fatto menzione. 

Lotta all'Isis, l'Italia della doppiezza

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