Italia non protagonista

«Le posizioni degli Stati che hanno siglato l'accordo sono diverse perché in questa situazione diversi sono gli interessi. E poi c'è un problema più generale: non abbiamo più leverage sugli iraniani, non siamo stati in grado di salvare l'accordo sul nucleare in questi mesi, cosa può proporre, concretamente, l'Europa all'Iran adesso? Non siamo più molto credibili», dice un ex diplomatico italiano con una profonda conoscenza del dossier, molto critico con le ultime decisioni europee: «A Teheran l'Unione europea ha promesso di tutto e non ha mantenuto nulla». Il commento di Francesco Maselli di su Linkiesta.

L'Italia nel pantano non solo a causa del grillino Di Maio

Leggi tutto...

Gli Usa contro l'Iran, i rischi di guerra aumentano

  • Pubblicato in Esteri

Attenzione, i contagi potrebbero diventare epidemia. E nel frattempo tutti gli occhi restano fissi su Teheran, su quale risposta, in aggiunta alla «libertà nucleare», che l’Iran vorrà dare alla morte di Soleimani. Sarà una risposta da guerra totale, oppure una serie di gesti ostili, necessari sul fronte interno ma non irrimediabili nel braccio di ferro con il Grande Satana? Trump aspetta, e intanto prova a disegnare una strategia. Il commento, avvertito, di Franco Venturini sul Corriere della Sera.

L'Iran, grazie a Trump, protagonista sulla scena mediorientale

Leggi tutto...

Nello scacchiere mediorientale c'è anche l'Iran

  • Pubblicato in Esteri

Il conflitto in Siria in sostegno ad Assad e soprattutto quello in Iraq è percepito come una minaccia ai confini e agli interessi dell'Iran, qui ben più ampi e strategici di quelli della Russia: «Non vogliamo assolutamente che i jihadisti arrivino a 30-40 chilometri dalle nostre frontiere: è la nostra linea rossa», dichiarano i generali dei Pasdaran. Una guerra costata alle casse di Teheran alcuni miliardi dollari, una decina almeno dall'inizio della rivolta siriana del 2011, ma considerati comunque un investimento sulla “mezzaluna sciita”, l'asse confessionale, detto anche della “resistenza”, che passa da Teheran-Baghdad-Damasco-Hezbollah in Libano. Quella dorsale dove gli iraniani avrebbero fatto volentieri correre il loro gasdotto fino ai porti siriani sul Mediterraneo, una delle molte ragioni che avrebbero spinto la Turchia e le monarchie del Golfo a sostenere i jihadisti contro il regime di Damasco. Un editoriale di Alberto Negri su Il Sole 24 Ore.

In Medio Oriente risorge l'Iran

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS