In Europa è allarme immigrazione

Come gli Stati Uniti sono una società di immigrati (più o meno recenti), così, piaccia o no, diventerà l’Europa. Al di là del problema dei profughi di guerra, l’Europa attira centinaia di milioni di potenziali immigrati che vivono vicinissimi ai suoi confini, per lo più con livelli di reddito infinitamente più bassi del nostro. Costruire, intorno all’Europa una muraglia, figurativa se non reale, è impossibile: non fermerebbe il flusso, avrebbe solo l’effetto di selezionare i più disperati. Controlli e selezione sì, non muri. Un editoriale di Alberto Alesina e Francesco Giavazzi sul Corriere della Sera.

Immigrati, che fare?

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In Italia non si creano nuovi posti di lavoro

Gli Stati Uniti continuano a crescere, a creare posti di lavoro e a importare dal resto del mondo (nei primi sei mesi di quest’anno le nostre esportazioni verso gli Usa sono aumentate del 27%), mentre l’Eurozona, se pure meno dinamica rispetto all’altra sponda dell’Atlantico, si è installata su un sentiero di crescita moderata. Gli indicatori congiunturali dell’Italia continuano una discrasia che dura da tempo: buoni quelli – qualitativi – basati sulla fiducia, deludenti quelli quantitativi, dalla produzione all’occupazione. Ma, volente o nolente, l’economia italiana si sta accodando a quel sentiero. Un editoriale di Fabrizio Galimberti su Il Sole 24 Ore.

L'economia italiana non decolla

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Grecia, occorre mostrarsi saggi

  • Pubblicato in Esteri

Negli anni Ottanta gli Stati Uniti furono un cattivo creditore quando pretesero pagamenti eccessivi dai Paesi dell'America Latina e dell'Africa; negli anni Novanta e oltre si sono fatti più furbi, mettendo sul piatto l'alleggerimento del debito. Le pretese tedesche hanno portato la Grecia quasi al collasso, con conseguenze potenzialmente disastrose per la reputazione globale della Grecia, dell'Europa e della Germania. È l'ora di mostrarsi saggi, non rigidi. E saggezza non vuol dire mollezza. Conservare la pace e la prosperità dell'Europa è la responsabilità primaria della Germania: ma di sicuro è anche il suo interesse nazionale primario. Un articolo di Jeffrey Sachs su Il Sole 24 Ore. 

Atene, gli errori dei creditori

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