Erdogan minaccia l'Europa e alza il prezzo

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Non è certo la prima volta che le masse di migranti desiderose di raggiungere l’Europa sono strumentalizzate e abusate per fini politici, economici o strategici. Avviene quotidianamente in Libia. E adesso si ripropone drammaticamente nelle ultime mosse di Recep Tayyip Erdogan. Costretto con le spalle al muro dalla sanguinosa offensiva militare nell’enclave di Idlib lanciata brutalmente dal regime siriano, sostenuto dalle milizie sciite filo-iraniane e soprattutto da Vladimir Putin, il presidente turco non esita a sfruttare la questione migranti per spingere l’Europa e con essa l’intera comunità internazionale ad ascoltare le sue ragioni. Ma è proprio la flagrante e repentina violazione degli accordi firmati con la Ue nel 2016, per cui Bruxelles s’impegnava a pagare 6 miliardi di euro affinché la Turchia trattenesse i migranti all’interno dei suoi confini, che rivela le gravi difficoltà di Erdogan. Il commento di Lorenzo Cremonesi sul Corriere della Sera.

La Turchia apre la frontiera, fuga dalla Siria, Europa nel panico

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Erdogan minaccia l'intero Occidente

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Bashar Al Assad si schiera contro Erdogan, lo scontro si estende dai 35 chilometri a Sud della Siria lungo la frontiera (rivendicati come «zona cuscinetto» dalla Turchia), a un terzo della Siria. Al patto delle forze curde con Damasco, il presidente turco ha annunciato che la sua avanzata si può allargare a 450 chilometri, attraverso i centri curdi di Hassakeh e Kobane. Fino in prospettiva alle ex roccaforti dell’Isis di Raqqa e Deir Ezzor, da poco liberate dalle Syrian democratic forces (Sdf) guidate dai curdi e sostenute dalla Nato. Grazie ai rinforzi di Assad, le brigate Ypg del Rojava puntano a riconquistare il cantone a Ovest di Afrin occupato dai turchi dal 2018.

Medioriente di fuoco, grazie ad Erdogan! Il mondo trema

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Trump, via libera ad Erdogan per l'invasione della Siria

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Di nuovo gli errori dell'Iraq. Si è combattuto e si combatte per liberarsi. O per solidarietà verso i curdi e contro la piaga dell’Isis, minaccia anche per l’Occidente. Nel Rojava dove Erdogan intende aggredire il suo «problema curdo» e spedire, in prospettiva, parte degli oltre 3 milioni e mezzo di siriani riparati in Turchia dal 2011, vivono anche assiri, turkmeni, arabi, distinti anche tra minoranze religiose yazide e cristiane. Chi abita la regione autonoma è contro l’invasore turco e la violenza dei ricollocamenti di migliaia di siriani in gran parte originari di aree più meridionali. Creare questa miscela, nella Siria appena e solo precariamente pacificata, «è come ripetere l’errore. Il commento di Barbara Ciolli su Lettera 43.


Trump da l'Ok ad Erdogan per l'attacco ai curdi siriani

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