Il gruppo di Visegrad fa traballare l'Europa

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Secondo Orbán, l’evento politico più importante dell’ultimo anno non è stata né la cerimonia d’insediamento del nuovo presidente degli Stati Uniti, né il fatto che due elezioni in Francia abbiamo spazzato via l’intero sistema dei partiti tradizionali. L’evento più importante è stato che i quattro Paesi del gruppo i Visegrad tra cui oltre all'Ungheria ci sono Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia, hanno iniziato a cooperare "più strettamente che mai" e hanno dunque acquistato maggiore influenza sulla politica e sulle decisioni europee. 'editoriale di Carl Henrik Fredriksson sul sito www.voxeurop.eu.

L'Austria ha in pugno il destino dell'Europa

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Socialdemocrazia, addio! L'Austria a Kurz

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Ora l’Austria è inquinata da un malessere simile a quello che si diffonde, come un’epidemia, in tanti Paesi del nostro mondo, rischiando di rendere quest’ultimo non più il nostro mondo. I vincitori di oggi non sono dei protagonisti; sono un fenomeno, una febbre, un rigurgito del peggior passato nutrito dei mali più drammatici del presente. Sono un nostro specchio, in cui la nostra faccia non è molto gradevole. Non una pagliuzza, ma una trave nell’occhio dell’Europa. Finis Austriae? Come disse il cancelliere Schuschnigg, abbandonando il Paese dopo l’Anschluss, «Dio protegga l’Austria». Non solo l’Austria. L'editoriale di Claudio Magris sul Corriere della Sera.

La destra vincente, dopo la Germania, è il turno dell'Austria

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