Bohemian Club e i misteri che lo avvolgono

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Il Bohemian Club è un circolo privato maschile, fondato da un gruppo di giornalisti nel 1872, a San Francisco, in California. Successivamente sono stati accettati uomini d’affari e imprenditori come membri permanenti. Il Club è inaccessibile a coloro che non vi sono iscritti, e i membri sono tenuti all’assoluta segretezza. l motto del club è “Weaving spiders come not here” (“I ragni tessitori non vengono qui”), ad indicare che le preoccupazioni esterne e i pretesti per trovare occasioni di lavoro devono essere lasciati al di fuori del club. Hanno fatto parte molti presidenti degli Stati Uniti e numerosi petrolieri: Bush padre e figlio, Herbert Hoover (che amava definire il B. C. “il più grande party maschile della Terra”), Dwight Eisenhower, Richard Nixon, Gerald Ford, Ronald Reagan e Bill Clinton. Il commento di Marisa Giudice sul suo omonimo blog.

La storia della massoneria americana

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Trump minaccia Putin, il mondo sempre più a rischio

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Vladimir Putin ha detto alcune cose che non tutti gradiscono. Per esempio, che «il mondo sottovaluta la possibilità di una guerra nucleare», la quale «potrebbe portare alla fine della civiltà e forse alla fine del pianeta», e che sta prendendo piede l’idea di «usare armi nucleari a bassa potenza per uso tattico». Ha dileggiato il giusto («Se arriveranno i missili in Europa, poi l’Occidente non squittisca se reagiremo: dobbiamo garantire la nostra sicurezza») e tributato un omaggio appena formale al dovere dell’ottimismo: «Confido che l’umanità avrà abbastanza buon senso da evitare il peggio». Cin cin, Buon Natale. Il commento di Fulvio Scaglione sul sito linkiesta.

Ai ferri corti Trump e Putin. E l'Europa? Brilla per il suo colpevole silenzio

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Il coraggio che manca a Gentiloni (e a Renzi prima di lui)

LIberalizzazioni, un problema irrisolto nella nostra pvera Italetta. In Europa lo fecero, da destra, Margaret Thatcher nel Regno Unito e da sinistra Gerhard Schröder in Germania. Forse lo faro in Francia. Negli Stati Uniti lo fecero Ronald Reagan e Bill Clinton. Abbiamo noi un leader «rivoluzionario» di questo tipo? Matteo Renzi di liberalizzazioni ne ha capite e attuate due (importanti): il mercato del lavoro e le banche popolari. Avrebbe dovuto insistere, non spaventandosi di fronte alle urla delle lobby. Quando il tuo bambino ha la febbre, è domenica sera e sei in autostrada, capisci quanto è importante poter acquistare l’aspirina all’autogrill, anziché vagare per la città alla ricerca della farmacia di turno. Renzi avrebbe dovuto scavalcare le lobby e rivolgersi a questi genitori. L'editoriale di Alberto Alesina e Francesco Giavazzi sul Corriere dela

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