Fibrillazioni nell'esecutivo per la nuova legge elettorale

Si torna a discutere della riforma della legge elettorale. E' senza dubbio positivo che le soglie di sbarramento non siano troppo elevate. In fondo il nuovo Italicum garantirebbe una maggioranza assoluta di seggi a chi vince indipendentemente dalla presenza di partiti minori. A chi vince andrà il 54% dei seggi, i perdenti - piccoli e grandi - si spartiranno il restante 46%. In questo modo la governabilità è facilitata dal fatto che il vincitore avrà una maggioranza assoluta. La rappresentatività è assicurata dalla presenza di una opposizione plurale. Inoltre con il premio solo alla lista ci sarà una garanzia in più di governabilità perché al governo ci sarà un partito solo e non una coalizione di partiti potenzialmente litigiosi. Dalla competizione per coalizioni a quella per grandi partiti il mutamento è significativo ma non altera la qualità democratica del sistema. Così Roberto D'Alimonte su Il Sole 24 Ore.

Il nuovo Italicum di Renzi non piace a B.

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Le leggi italiane sono scritte in ostrogoto

Non è, un mistero che tra i dibattiti più in voga del momento ci sia l’esigenza di semplificazione e disboscamento delle tonnellate di disposizioni legislative esistenti e che le leggi italiane sono astruse ed incomprensibili ai più. Sovente anche agli stesso addetti ai lavori. La chiarezza dovuta ai cittadini per misurare la democrazia di un popolo e che metta fine alle norme fatte di rimandi su rimandi, impossibili da capire, incapaci di comunicare. Così Paolo Romani sul Corriere della Sera.

Il nostro legislatore non sa fare leggi chiare

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Il mondo ha i suoi problemi, non ci voleva anche la crisi ucraina

  • Pubblicato in Esteri

Dobbiamo parlare dell’interesse dell’Italia, membro non ambiguo dell’Alleanza ma proprio per questo autorizzato a portare avanti nel suo ambito i propri punti di vista. Mentre siamo concordi sulla necessità di fermare l’avventurismo putiniano sia tracciando una linea ferma (quella dell’Art. 5 del Trattato Atlantico) sia operando per rafforzare lo Stato ucraino, non sarebbe per noi accettabile un ripiegamento esclusivo della Nato sul suo originario mandato Est-Ovest. Non perché siamo ansiosi di ripetere altrove i costosi insuccessi degli impegni fuori area, ma perché è venuto il momento di definire meglio che cos’è «l’area Nato». Così Roberto Toscano su La Stampa.

L'Occidente in difficoltà con l'aggressivo Putin

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