Nello scacchiere mediorientale c'è anche l'Iran

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Il conflitto in Siria in sostegno ad Assad e soprattutto quello in Iraq è percepito come una minaccia ai confini e agli interessi dell'Iran, qui ben più ampi e strategici di quelli della Russia: «Non vogliamo assolutamente che i jihadisti arrivino a 30-40 chilometri dalle nostre frontiere: è la nostra linea rossa», dichiarano i generali dei Pasdaran. Una guerra costata alle casse di Teheran alcuni miliardi dollari, una decina almeno dall'inizio della rivolta siriana del 2011, ma considerati comunque un investimento sulla “mezzaluna sciita”, l'asse confessionale, detto anche della “resistenza”, che passa da Teheran-Baghdad-Damasco-Hezbollah in Libano. Quella dorsale dove gli iraniani avrebbero fatto volentieri correre il loro gasdotto fino ai porti siriani sul Mediterraneo, una delle molte ragioni che avrebbero spinto la Turchia e le monarchie del Golfo a sostenere i jihadisti contro il regime di Damasco. Un editoriale di Alberto Negri su Il Sole 24 Ore.

In Medio Oriente risorge l'Iran

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Assad vende petrolio ai turchi di Erdogan

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Da tempo si conoscono certe vie del greggio e alcune arrivano proprio in Turchia. Non è una novità. È un affare che coinvolge dai singoli villaggi a organizzazioni strutturate. Il punto è chenella regione e nei paesi confinanti sono molti coloro che fanno soldi con questo contrabbando. Ed è provato che anche il regime di Assad, attraverso intermediari, mantiene rapporti con lo Stato Islamico: i lealisti acquistano gas, petrolio, energia elettrica. Quanto al fatto che la coalizione non colpisca le cisterne è un rilievo vero solo in parte. L'editoriale di Guido Olimpio sul Corriere della Sera.

Gli altarini di Erdogan ed Assad

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L'Europa non sa che pesci prendere, la Turchia sì

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La Turchia, sotto Erdogan, aspira a diventare la potenza egemone del mondo musulmano nel Medio oriente e dell'Asia Centrale e sogna di inglobare il territorio del Califfato, cioè parte della Siria e dell'Irak.È perfettamente in condizione di invaderlo militarmente e sa anche come controllarlo, presentandosi come l'unica nazione in grado di restaurare la pace e l'ordine. L'editoriale di Francesco Alberoni su il Giornale.

Il caos siriano favorisce Erdogan

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