Turchia senza pace, è Erdogan che lo vuole

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A Kasimpaşa è nato, nel 1954, l’uomo più potente e ormai anche il più ricco della Turchia, Recep Tayyip Erdogan. A Kasimpaşa anche lo stadio è intitolato a suo nome e ai comizi i sostenitori lo attendono sul Bosforo scaldando l’atmosfera come una tifoseria da curva sud, con un repertorio di inni e di cori che non finisce mai. Al suo arrivo esplodono. Le sue foto compaiono ovunque: gigantografie sui palazzi ma anche ritratti più modesti nelle botteghe e per chi non ne avesse abbastanza al cinema di quartiere, per mesi, l'anno scorso hanno proiettato "Reis", la sua biografia, una mega produzione da otto milioni di dollari dell'imprenditore Temel Kankiran, che però al botteghino non ha reso quanto ci si aspettava. L'editoriale di Alberto Negri sul sito www.linkiesta.it.

Turchia, Erdogan è uno schiacciasassi, non ammette il dissenso

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La questione curda, un nodo da sciogliere

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Il mondo occidentale (Stati Uniti ed Europa) non si è ancora accorto, a quanto pare, che difendere i curdi in Medio Oriente è nel proprio interesse. In politica internazionale, spesso, «ciò che è moralmente giusto» e «ciò che è politicamente conveniente» divergono. Quando ciò accade la convenienza batte sempre la giustizia: facciamo immancabilmente ciò che ci conviene anziché ciò che sarebbe giusto fare. L'editoriale di Angelo Panebianco sul Corriere della Sera.

I Curdi hanno bisogno di uno Stato

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