Della serie ognuno si occupi degli affari suoi

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A Minsk ci sono arresti a centinaia. Polizia incappucciata e senza mostrine che fa retate di donne in piazza, caricando settantenni sulle camionette e facendole più o meno sparire. A Istanbul, Ebru Timtik si lascia morire in carcere per protesta contro la repressione del dissenso e contro condanne esemplari pronunciate fuori da ogni regola di legge. Lungo l’immaginaria linea che collega le due capitali si dipanano nuove questioni di democrazia, libertà e diritti che in altri tempi la destra avrebbe interpretato e impugnato con vigore. C’è l’ultimo satrapo del post-comunismo da una parte e il titolare di un nuovo sogno imperiale ottomano dall’altra: nemici naturali, si direbbe, di ogni politica fondata sul rispetto dei popoli e sulla difesa geopolitica dell’Occidente e dell’Europa. Il commento di Flavia Perina su Linkiesta.

Invece si stenta. Si fatica. Ci si nasconde.

Un tempo le “cause dei popoli” univano e laceravano. E oggi?

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Il cavo che scatena l'ira del sultano Erdogan

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I fondali del Mediterraneo orientale sono al centro di una disputa di straordinaria importanza. (..) Erdogan, il presidente turco ha deciso di uscire dal suo guscio terrestre per provare, con la realizzazione della dottrina del Mavi Vatan, la Patria Blu, a ricostruire una sua forza marittima e una sua proiezione in tutto il bacino del Mediterraneo allargato. Lo scontro con la Grecia e con Cipro ha mostrato a tutti la volontà di Ankara di imporre una propria agenda in quel settore di mare. E la nave per la ricerca Oruc Reis, scortata da alcuni mezzi della flotta militare turca, ha rappresentato la punta di lancia di una nuova campagna di rafforzamento delle pretese del Sultano. L'attenzione si è chiaramente concentrata sul gas e sui giacimenti tra Cipro e l'isola di Creta. Un tesoro custodito nelle acque del Mediterraneo orientale cui si aggiunge la volontà turca di rompere quelle linee di demarcazione di confini e di zone economiche che ad oggi, per Ankara, non hanno più senso. Motivazioni concrete cui però si aggiunge una che forse non è così chiara né così immediata, ma che può avere ripercussioni decisive per la geopolitica regionale. Una ragione che riguarda sì i fondali del Mediterraneo, ma non le sue risorse, bensì quello che ci passa appena sopra, appunto i cavi sottomarini. Il commento di Lorenzo Vita su il Giornale.

I cavi sottomarini nel Mediterraneo causano l'ira dei turchi di Erdogan

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Il mondo non ha pace, la Turchia minaccia la Grecia

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La storia si è rimessa in moto lungo percorsi difficilmente prevedibili e le acque placide del Mediterraneo, attraversate dai venti di guerra fra Turchia e Grecia, ne sono la prova più evidente. Il Governo turco ha annunciato di voler tenere il prossimo 1 e il 2 settembre delle esercitazioni militari navali nel mare antistante la Repubblica Turca di Cipro del Nord, l’unica parte dell’Unione Europea occupata militarmente da una potenza straniera che da oltre 20 anni ha insediato un “paese fantasma”, al di fuori della legalità internazionale e non riconosciuto da nessun paese membro delle Nazioni Unite. (...) "La Turchia si prenderà ciò che le spetta nel mar Egeo, nel Mar Nero e nel Mediterraneo", e "se la Grecia vuole pagare un prezzo, che venga ad affrontarci.... o si tolga di mezzo". Queste le minacce pronunciate dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan alla Grecia, che rischiano di produrre un escalation incontrollabile. Il commento di Gianni Vernetti su Huffington Post.

Venti di guerra nel Mediterraneo, Erdogan minaccia la Grecia

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