L'arroganza e l'incompetenza non pagheranno

Siamo sull'orlo del precipizio ma il governo non sembra avvertirne il pericolo reale. Sfida l’Unione europea convinto di avere il vento del consenso, persino della storia, a suo favore. Scommette e forse si illude che un trionfo del voto sovranista alle prossime elezioni europee possa mutare i rapporti di forza nell’Unione. Il potere inebria, specie quando si hanno molti posti da spartire e non si è abituati a farlo. Stordisce poi gli ultimi arrivati, emersi dal nulla. Una parte crescente dell’Italia che produce e lavora teme di pagare un prezzo sanguinoso, ingiusto. Di pagarlo più all’incompetenza e all’arroganza di qualche ministro che al calcolo politico sovranista o populista di leader spregiudicati. L'editoriale di Ferruccio De Bortoli sul Corriere della Sera.

L'Italia corre verso il precipizio e non lo sa (o fa finta)

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Il braccio di ferro Italia-Ue danneggia entrambi

Nel criticare la manovra di bilancio dell'esecutivo giallo-verde il commissario UeMoscovici ha sicuramente degli argomenti dalla sua (quelli davvero decisivi ce l’hanno in realtà gli acquirenti del nostro debito pubblico). Peccato però che sia l’istituzione che egli rappresenta, cioè l’Unione europea, questa Unione europea, a non avere più alcuna presentabilità e credibilità politica. Da questo punto di vista Moscovici ricorda Gorbaciov, l’ultimo segretario del Pcus: diceva cose giuste ma parlava a nome di qualcosa, l’Unione sovietica, che palesemente stava ormai per esalare l’ultimo respiro (...) Ma il cuore vero della nostra crisi sta solo per una metà negli obiettivi irrealistici, nei propositi scervellati e nel fare da gradassi del governo e dei suoi partiti. Per l'altra metà sta nell'irrealtà programmatica, nell'inconsapevolezza assoluta dei tempi, delle esigenze e dei modi loro propri, che regnano nel campo dell'opposizione. Il commento del prof. Ernesto Galli Della Loggia sul Corriere della Sera.

Palazzo Chigi cerca lo scontro epocale con l'Europa

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Fibrillazioni in Ue per le politiche del 4 marzo

  • Pubblicato in Esteri

Al Commissario europeo all’Economia, il socialista francese, già ministro delle Finanze nel suo paese, Pierre Moscovici, che paventa un “rischio-Italia” post-elettorale nell’Unione europea, non bisogna rimproverare l’ingerenza, non bisogna criticare la gamba tesa, ma la banalità delle sue affermazioni. Quando si preoccupa per i razzisti, anti-immigranti e anti-semiti, nel nostro Paese, bisogna chiedergli un minimo di approfondimento comparato, con la Francia, ma anche con, purtroppo, molti, Stati membri dell’Unione: dall’Ungheria alla Polonia e, in misura chiaramente inferiore, dalla Germania all’Olanda. Le considerazioni del prof. Gianfranco Pasquino sul Messaggero Veneto.

L'Ue stia lontana dalle elezioni italiane

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