Trump minaccia Putin, il mondo sempre più a rischio

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Vladimir Putin ha detto alcune cose che non tutti gradiscono. Per esempio, che «il mondo sottovaluta la possibilità di una guerra nucleare», la quale «potrebbe portare alla fine della civiltà e forse alla fine del pianeta», e che sta prendendo piede l’idea di «usare armi nucleari a bassa potenza per uso tattico». Ha dileggiato il giusto («Se arriveranno i missili in Europa, poi l’Occidente non squittisca se reagiremo: dobbiamo garantire la nostra sicurezza») e tributato un omaggio appena formale al dovere dell’ottimismo: «Confido che l’umanità avrà abbastanza buon senso da evitare il peggio». Cin cin, Buon Natale. Il commento di Fulvio Scaglione sul sito linkiesta.

Ai ferri corti Trump e Putin. E l'Europa? Brilla per il suo colpevole silenzio

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L'Europa al servizio degli Stati Uniti

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L'Europa sta dimostrando di non avere un'identità. E' palesemente costretta a deglutire qualunque boccone gli Stati Uniti ci facciano ingoiare, fa finta di credere che il nemico sia lì, appena passato il Baltico, pronto a saltarci addosso. È l'alibi che giustifica le nostre debolezze. Quando a Washington serviva che tirassimo dentro la Ue i suoi fedelissimi dell'Est, eccoci pronti alla bisogna. Ora sono proprio quei Paesi a paralizzare l'Unione ma pazienza, abbiamo fatto il nostro dovere. Nel 2008 Barack Obama ha piazzato in Romania e Polonia un sistema missilistico puntato verso Est e ci ha detto che serviva a proteggerci dai missili dell'Iran. Certo, ci prendeva per i fondelli, non si capiva perché l'Iran avrebbe dovuto fare la guerra all'Europa. Però abbiamo sorriso e deglutito. Il commento di Fulvio Scaglione sul sito linkiesta.

Ucraina in fiamme, l'Europa sta a guardare

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Est Europa, la vittoria di Vladimir

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Bruxelles ha perso: alle trattative Lady Pesc non c’era. Un perdente certo è Bruxelles, cioè l’Unione Europea, scavalcata bellamente dall’iniziativa della cancelliera tedesca Angela Merkel e dal presidente francese François Hollande, che dai giorni tragici degli attentati di Parigi, sembra essere politicamente rigenerato, tanto da aver cambiato decisamente registro in autorevolezza e dinamismo, portando la Francia di nuovo al centro della diplomazia internazionale. Altra sconfitta è Lady Pesc, Federica Mogherini – alto rappresentante dell’Ue per gli Affari Esteri e la politica di sicurezza: di fatto è stataspodestata del suo ruolo, spettatrice ai margini dei momenti più delicati e decisivi della crisi ucraina e “saltata” a piè pari dall’azione congiunta non solo di Parigi e Berlino, ma anche di Mosca e Kiev. Un articolo di Leonardo Coen su il Fatto Quotidiano.

Minsk, Unione Europea, la grande assente

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