Dal disastro alla farsa

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      Gli ultimi sviluppi che riguardano gli eventi ucraini non sono solo fatti di bombardamenti e mutui contrattacchi, che piacciono tanto ai media di solito alieni dall’esporre i reali antefatti di questo disastro, ma anche di surreali e grottesche aggiunte a un copione sempre più sgangherato. In realtà, la tragedia sta diventando sempre più una farsa,  un ulteriore insulto per i morti delle due parti.

      Suonano a dir poco surreali i lamenti e le accuse di quanti in Europa accusano la Russia di usare come arma la fornitura di gas. Concettualmente, i lamenti non stanno né in cielo né in terra. Come dire che, dopo aver digerito oltre sei devastanti serie di sanzioni, la Russia o chi per lei avrebbe comunque dovuto continuare a fornire gas alle stesse nazioni promotrici delle sanzioni nei suoi riguardi. La moralità o il diritto qui non c’entrano nulla. Dal punto di vista logico, i lamenti e le accuse sono semplicemente assurdi ed evidenziano, se mai ce ne fosse bisogno, fino a che punto l’Europa, o meglio la maggior parte dei politici europei hanno perso il senso della realtà.

      Quella che sotto molti punti di vista si sta quindi dimostrando una colossale trappola per l’Europa, e cioè, l’invischiamento e provocazione del conflitto russo-ucraino con i suoi disastrosi effetti umani ed economici, si tinge ormai anche di atmosfere surreali ed esilaranti. 

      Tempo di trappole e tempo di frodi. Basta pensare a quella gigantesca frode nei confronti dei cittadini britannici, chiamata Brexit, i cui effetti stanno cominciando ad emergere in tutta la loro virulenza ora che il semi-post Covid sta riaccendendo i traffici. Ingorghi di porti, flessione delle esportazioni, mancanza di manodopera, inflazione…E tutto perché delle figure patetiche come un Rees Mogg o un incallito bugiardo come Boris Johnson vendettero la frode al grande pubblico. Più del 50% la bevette: le virtù della democrazia…Adesso, vi è il rischio che la miseranda eredità di Boris Johnson venga raccolta e portata avanti dall'ambiziosa ma dilettante Liz Truss. Mala tempora currunt per la Gran Bretagna.

     Ritornando al disastro ucraino, lo stesso Presidente ucraino Zelensky conttinua a peggiorare la farsa e ad aggravare la situazione. Nonostante infatti le rovinose e devastanti conseguenze boomerang delle sanzioni siano ormai innegabili, questo Presidente sostanzialmente mediatico e teatrale continua infatti ad esigere nuove sanzioni e sempre più armi…Incredibile. Non lo si è mai sentito invocare colloqui, incontri a due, proposte per arrivare a soluzioni mutuamente accettabili. Nè lui né i suoi amici in giro per il mondo sembra amino parlare di pace. Solo lo si è sentito chiedere armi, aiuti economici e sanzioni, circolando con un’opportuna e vistosa maglietta militaresca. Significativo che anche un laburista inglese come Jeremy Corbyn abbia di recente ammonito che le continue forniture di armi all'Ucraina possono solo esacerbare il conflitto e prolungarlo. Cosa inquietante, nessuno sembra inoltre preoccuparsi di controllare meglio dove e a chi vadano a finire gli aiuti e i fiumi di armi che sta ricevendo l’Ucraina e come e in che modo sono ma anche potrebbero essere utilizzati. Nella corrente santificazione del'ìUcraina, tutti sembrano aver dimenticato che il Paese ha una nomea non eccellente in tema di correttezza democratica e rigore amministrativo.  

    Come se non bastasse la suddetta ossessiva e petulante insistenza nel chiedere nuove sanzioni, che inevitabilmente si ritorcerebbero sull’Europa, sempre il Presidente Zelensky si è in questi giorni addirittura esibito su Vogue, posando assieme alla sua consorte, fra l’altro fotografata con abiti elegantissimi di fronte a delle macerie. Cioè, gli Ucraini muoiono e le città sono bombardate per l’ostinato rifiuto di accettare un’indipendenza o semi-autonomia delle regioni orientali russofone, e il Presidente e la mogie si fanno fotografare su Vogue. Il cattivo gusto, il grottesco e il carattere insultante dell’episodio si commentano da soli. Eppure, sembra che nessuno se ne accorga e l’Ucraina continua ad essere il motore di disastri per i suoi abitanti e per l’intera Europa.

     Oltre a chiedere e pretendere armi e sempre più armi, a legittimare gruppi di estrema destra, a chiudere i canali televisivi privati, a bandire partiti politici non allineati, adesso Zelensky bacchetta addirittura uomini e personalità politiche degli Stati Uniti, che peraltro gli hanno elargito ben 8 miliardi di dollari. Egli ha infatti accusato il senatore Paul Rand, la senatrice Tulsi Gabbard e l'autorevole studioso di affari internazionali, John Mearsheimer, di essere propagandisti russi...E questo solo perché costoro non sono allineati con la narrativa che vuole l'Ucraina una vittima innocente della situazione e non responsabile del mancato rispetto degli accordi del Minsk 2 che soddisfavano l esigenze delle minoranze russarono dell'Ucraina orientale.

    Come dire che il protagonismo diventar mai sempre più spavaldo. Al protagonismo mediatico del Presidente ucraino fa da specchio lo strabismo dell'Unione Europea, che adotta disinvoltamente la vecchia politica dei due pesi e delle due misure. Che infatti entità come la Slovacchia abbiano potuto sganciarsi pacificamente e senza scandalo dalla vecchia Cecoslovacchia o il Montenegro e il Kosovo dalla Serbia, è un mistero e conforta la nozione che la demonizzazione della Russia e la minimizzazione o negazione delle rivendicazioni autonomistiche delle regioni dell'Ucraina orientale siano appunto un esempio della politica dei due pesi e delle due misure.

     Tutto ciò rimanda ovviamente al senso e al ruolo della UE e quindi di Bruxelles, animatrice e promotrice delle suddette miopie e stravolgimenti. Ovviamente, la decisione britannica di abbandonare la UE fu e si dimostrerà sempre più un fatale errore per l’economia e per la società britannica. D’altra parte, se questo organismo continuerà a dare le attuali prove di ottuso servilismo pro-americano, di abulia e di mancanza di una SUA politica indipendente nonché di squilibri strutturali, forse è meglio rifare la UE. Ovviamente, il presupposto e l’indispensabile corollario dovrebbero essere lo smantellamento della NATO e una revisione degli scopi, dei ruoli e delle partecipazioni al suo interno. Senza entrare nei particolari e nei dettagli, basterebbe solo un esempio: come è possibile che Paesi come il Lussemburgo o Malta, per non parlare della Croazia, della Slovenia, con le loro minuscole e fragili economie e popolazioni, abbiano lo stesso diritto di voto di Paesi come la Germania, la Polonia o la Francia? La matematica del pollo abbaglia, ma è fraudolenta. Uno dei motivi che stanno rendendo sempre più macchinoso il funzionamento della UE e sempre più devastante il ruolo della NATO è proprio la parcellizzazione pseudo democratica dell’Europa, dove i piccoli sono opportunamente manipolati ed usati per costituire poi i cosiddetti fronti uniti nei confronti dei nemici.

      La vera grande sfida non è come arginare “il cattivo” dell’immaginario propagandistico ma rifare una UE più intelligente, dignitosa ed equilibrata.

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