Obama è come don Abbondio?

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Tutti gli attori in Medio Oriente, alleati, neutrali e mortali antagonisti, si sentono liberi di agire. Ue e Egitto bombardano i fondamentalisti in Libia perché Obama ha troppo oscillato tra sostegno a parole delle cosiddette «primavere arabe», via libera ai Fratelli Musulmani al Cairo, tentativo di salvare Mubarak per poi abbandonarlo. Il leader egiziano Abdel-Fattah el-Sisi, dopo un farlocco tentativo di addossare i raid ai ribelli antifondamentalisti dell’ex generale Khalifa Hifter, lascia intendere che senza il blitz l’aeroporto di Tripoli sarebbe caduto prima nelle mani delle milizie islamiche. Così Gianni Riotta su La Stampa.

Le incertezze di Obama aggravano le crisi nel mondo

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Il mondo continua a pagare l'errore dell'invasione di Baghdad

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L'Occidente continua a rischiare grosso. Farsi coinvolgere militarmente in Iraq è un'opzione che gli Stati Uniti scartano a priori ma qualcosa occorre pur fare. Il governo di Baghdad è troppo debole per far fronte all'attacco dei guerriglieri dell'Isis. Un accordo con l'Iran sembra necessario. Anche se Israele guarda con sospetto questo avvicinamento di Obama a Teheran, nemico storico di Tel Aviv.  Così Roberto Toscano su La Stama.

Iraq, trascorsi 11 anni e non è ancora finita

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