Bruxelles, l'etica non riesce a trovare casa

  • Pubblicato in Esteri

L'Europa ha l'obbligo, così dicono i Trattati che la istituirono, di definire principi di trasparenza e integrità, e di insegnarli. Il Parlamento, la Commissione, il Consiglio dei governi, in tutto 43.167 dipendenti, devono sapere come combattere la corruzione e i conflitti di interesse, o come gestire correttamente i rapporti con le lobbies. In due parole: le istituzioni Ue devono essere un esempio per i propri cittadini.(...) I regali: «sono inaccettabili, in ogni circostanza» quelli di valore superiore ai 150 euro. Fra i 50 e i 150 euro sono accettabili, a condizione che non provengano da soggetti che possano mettere in dubbio l'indipendenza del funzionario o dirigente, e comunque bisogna dichiararli e finiscono in apposite liste. (...) Il 19 giugno 2013 il tedesco Manfred Weber, in quel momento capo del gruppo Ppe, vicepresidente dell’Europarlamento e portavoce ufficioso di Angela Merkel a Strasburgo, riceve uno smartphone marca Huawei dalla stessa. L'interessante commento di Milena Gabaneiii nel suo Data Room sul Corriere della Sera.

Allarme a Bruxelles, la corruzione "accarezza" le istituzioni europee

Leggi tutto...

La Cina di Xi vede lontano, aggredisce il Polo Nord

  • Pubblicato in Esteri

Oggi da Shanghai a Rotterdam, attraverso la rotta tradizionale del Canale di Suez, bisogna navigare per 48-50 giorni, con la via polare si scende a 33 giorni. Accorcerà di una settimana anche il viaggio che unisce Atlantico e Pacifico costeggiando Groenlandia, Canada e Alaska, rispetto al passaggio attraverso il canale di Panama. Navi cinesi hanno già collaudato entrambi le rotte. A fine maggio, il vice primo ministro russo Maxim Akimov ha annunciato che anche Mosca potrebbe unirsi al progetto di Pechino. Le interessanti considerazioni nel Data Room di Milena Gabanelli sul Corriere della Sera.

Il mondo litiga, la Cina di Xi mette le mani sul tesoro della Groenlandia

Leggi tutto...

Cambiamo l'Europa per rafforzarla

  • Pubblicato in Esteri

Non per indebollirla. E per far trionfare i sovranismi. Parliamo di Europa e vediamo solo austerità, dando per scontato tutto quello che oggi abbiamo. Eppure non lo è. Basta andare a Schengen. È un piccolo villaggio del Lussemburgo, ma lì è stato firmato l'accordo che ha spalancato le nostre esistenze: in qualunque momento possiamo decidere dove andare a vivere, studiare o lavorare senza l'obbligo di passaporti, visti e permessi. L'abolizione dei controlli doganali ha cancella to le burocrazie e incrementato il commercio. Ed è merito della Comunità economica europea, divenuta poi l'Unione: senza di lei quell'accordo, a cui aderiscono 26 nazioni, non esisterebbe. Il Data Room di Milena Gabanelli sul Corriere della Sera.

Non si può distruggere il sogno europeo di 500 milioni di persone!

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS