Con il Mes solo guadagni per le nostre disastrate finanze

Tutti si chiedono: che succede se accettiamo i 36 miliardi del Mes? Dove sta l’imbroglio? Sono domande fuorvianti, e non solo perché basta leggere il testo dell’accordo approvato dall’Eurogruppo per capire che non c’è alcun inghippo. Piuttosto, bisogna prendere la questione da un angolo diverso: cosa succede se l’Italia sceglie la via dell’orgoglio e rifiuta questo finanziamento? Il commento sul sito economico Bruno Leoni.

Il Mes conviene prenderlo. Eccome!

Leggi tutto...

Ritorna la battagia sul Mes, la barricata degli olandesi

  • Pubblicato in Esteri

Gli Stati membri hanno ancora molto da discutere sulle caratteristiche della nuova linea di credito decisa dall’Eurogruppo dello scorso 9 aprile e con operatività a partire dal primo giugno, insieme al resto del pacchetto di 540 miliardi di euro (Bei, piano Sure della Commissione). Va detto che, se venerdì ci sarà un accordo, un board dei governatori del Mes il 14 maggio potrebbe decidere di rendere operativa la nuova linea di credito pandemica già per quella data. Il commento di Angela Mauro su Huffington Post.

L'Olanda di Rutte non arretra, sul Mes ci vanno i controlli Ue

Leggi tutto...

“L’Olanda deve cambiare: basta elusione fiscale”

  • Pubblicato in Esteri

Parla Paul Tang, l'eurodeputato socialista dei Paesi Bassi: “Penso che alla fine si troverà un accordo per creare debito pubblico europeo. D’altra parte sta già succedendo: il governo olandese ha detto ok allo schema Sure per la disoccupazione e a quello della Bei per i prestiti alle imprese. Non sono molti soldi, ma sono già una forma di eurobond anche se da noi nessuno li chiama ancora così”. Paul Tang è un europarlamentare olandese, fa parte del gruppo dei socialdemocratici. Economista, membro della Commissione affari monetari a Bruxelles, è uno dei pochissimi politici ad aver definito da tempo il suo Paese un paradiso fiscale.

- Perché l'Olanda è il Paese più schierato contro qualsiasi forma di debito comune?

Uno degli argomenti più discussi da noi adesso è che lavoriamo di più: andiamo in pensione a 67 anni mentre in Paesi come Francia o Italia ci si va molto prima. Non è vero, ma è quello che molti miei concittadini pensano. Gli olandesi amano le regole perché sono uguali per tutti e si arrabbiano nel vedere che ad esempio quelle di bilancio europee – che secondo me sono assurde – non vengono rispettate. Da qui nasce la sensazione di essere trattati peggio degli altri dall’Ue. A livello politico, questo si traduce in una situazione molto simile a quella italiana.

- Cioè?

Il governo italiano tiene sempre un occhio su Matteo Salvini. In Olanda il governo sta sempre attento ai partiti di Geert Wilders e Thierry rry Baudet. Sono nazionalisti, totalmente contro la condivisione del debito pubblico. Insieme hanno il 20% dei consensi. Il governo di Mark Rutte, che è una coalizione di centrodestra, ascolta queste istanze per non dare loro troppa forza.

- Secondo lei fa bene Rutte? Secondo me l’argomento da usare con queste persone non è quello della solidarietà, ma quello dell’interesse. Romano Prodi qualche giorno fa ha detto: senza Ue l’Olanda a chi venderà i suoi tulipani? È un’esagerazione, ma è vero: lo dobbiamo fare per noi stessi. Il governo italiano dovrebbe prendere in prestito i soldi dal Mes?

I soldi del Mes usati per l’emergenza sanitaria non comportano condizioni, ma capisco i timori del governo italiano per il significato simbolico che avrebbe un prestito dal Mes. Io credo che l’Italia dovrebbe farlo e continuare a spingere per una maggiore condivisione degli oneri nell’Ue, che sia con gli eurobond, il Recovery Fund o altro.

Fa bene Giuseppe Conte a definire l’Olanda un paradiso fiscale?

Io lo dico da anni e gradualmente sta aumentando la consapevolezza tra gli olandesi. È vero però che molti non vogliono ammettere che da noi c’è un’industria dell’elusione fiscale. Agli olandesi piace avere questa immagine di popolo preciso, rigoroso, che paga le tasse: difficile ammettere che aiutiamo le multinazionali a non pagarle.

- Il governo Rutte sta facendo qualcosa di concreto per cambiare le cose? Ha annunciato una norma interna per risolvere il problema della società di comodo, secondo me buona, ma a livello europeo si oppone sempre alle riforme per bloccare la concorrenza fiscale. Questo è il problema principale: è disposto a fare delle modifiche, ma non vuole cambiare il sistema. Forse perché alla fine l'Olanda perderebbe molti soldi?

Il paradosso è che l’Olanda non beneficia granché di tutto questo, se non per il fatto di avere una piccola industria fatta di consulenti fiscali preparatissimi. In realtà quasi tutti i soldi attirati qui dalle varie esenzioni fiscali passano per l’Olanda e poi finiscono alle Bermuda o alle Cayman.

- Basta un solo Paese che dica no per fermare qualsiasi riforma fiscale in Ue: questo blocca il cambiamento?

La regola dell’unanimità rende tutto molto difficile, ma ci sono sempre più persone arrabbiate, a sinistra ma anche a destra, perché vedono che multinazionali e super ricchi pagano meno tasse di loro. Con la crisi innescata dal Covid avremo un aumento dei debiti pubblici, quindi ci sarà bisogno di maggiore gettito fiscale e dall’elusione si possono recuperare molti miliardi. La questione dei paradisi fiscali presto sarà in cima all’agenda Ue.

Stefano Vergine – il Fatto Quotidiano – 24 aprile 2020

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS