Con Draghi la costruzione europea deve darsi un’anima

Scrive Antonio Gramsci nei suoi Quaderni, pag. 957: “il fatto che il ‘progresso’ si verifica sempre come reazione delle classi dominanti al sovversivismo sporadico e disorganico delle masse popolari con ‘restaurazioni’ che accolgono una qualche parte delle esigenze popolari, quindi ‘restaurazioni progressive’ o ‘rivoluzioni-restaurazioni’ o anche ‘rivoluzioni passive’”. Le riflessioni del prof. Giulio Sapelli su l'Occidentale.

E' l'ora di SuperMario

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La differenza tra Draghi, Monti e Ciampi

I precedenti dei governi “tecnici”, in particolare quelli guidati da Ciampi e Monti, sono il frutto della presa d’atto dello sfarinamento delle alleanze elettorali, e la loro nascita coincide con due drammatiche crisi economiche. Due condizioni che ritroviamo anche nell’attuale congiuntura, aggravata dalla necessità di contrastare gli effetti della pandemia Covid.  Condizioni che sono state richiamate nell’appello del Presidente della Repubblica alle forze politiche, per motivare la necessità di offrire un sostegno a nuovo governo guidato dall’ex presidente della Bce Mario Draghi. Il commento di Natale Forlani su il Sussidiario.

Governo Draghi, sarà tecnico o politico? Il dubbio amletico

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Palazzo Chigi e l’illusione di essere l’ombelico del mondo

Quando qualche psicologo o psichiatra finalmente darà alle stampe il primo trattato di Neuropolitica (la scienza che indaga sulle turbe mentali dei nostri leader, dal narcisismo alle manie di persecuzione all’infantilismo acuto), un intero capitolo non potrà non essere dedicato alla ben nota «sindrome di Palazzo Chigi» (...) Ne hanno sofferto personaggi del calibro di Bettino Craxi, Ciriaco De Mita, Silvio Berlusconi, Romano Prodi, Mario Monti, Matteo Renzi. il commento del quirinalista Ugo Magri su Huffington Post.

La sindrome di Palazzo Chigi ha colpito Giuseppe Conte

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