L'Italia non ha una sua politica estera

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«La strategia di questo governo sugli immigrati dalla Libia? È semplicissima: non c’è. L’unico punto fermo è l’appoggio alla guardia costiera di Tripoli, che ha appena sparato alla schiena a tre migranti in fuga. Per il resto nulla. Naturalmente se avessimo un ministro degli Esteri, sarebbe meglio. Ma sulla Libia l’Italia non ce l’ha». C’è piena sintonia tra i dirigenti del Viminale che lavorarono al dossier libico durante il governo Gentiloni e i dirigenti del Pd che li affiancarono.Il commento di Carlo Panella su Linkiesta.

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Quando il partito personalizzato diventa partito personale, le cose si fanno complicate. Il partito inizia e finisce con il leader. La successione è impraticabile: è il caso di Berlusconi e Forza Italia. Singolarmente, sembra però seguire una strada non molto diversa anche un partito che, al contrario, vanta una lunga tradizione di leadericidi, ma diventato poi partito del capo. Con Renzi: il leader che voleva sbloccare il Paese e ha finito per congelare il proprio stesso partito. Il commento di Fabio Bordignon sul Messaggero Veneto.

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